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Da alcuni anni a questa parte, per dire da alcuni decenni, le condizioni meteo climatiche puntano sempre in quella direzione, nella direzione delle anomalie termiche.

 

Anomalie termiche a senso unico, ossia caldo. Temperature superiori alle medie stagionali, mai – o quasi – inferiori. Il freddo, ultimamente, ci siamo scordati cosa sia. Se si escludono certe quote, dove peraltro le termiche di un tempo si registrano a fatica, prevalgono temperature elevate.

 

Di chi la colpa? O quale la causa? Beh, senz’altro del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici annessi. Ma al di là di queste considerazioni quel che conta è il risultato e il risultato è sempre lo stesso: caldo anomalo.

 

Purtroppo è così, purtroppo dobbiamo prenderne atto. E’ vero, si fa fatica ad abituarsi ma d’altronde chi era abituato ad altre situazioni termiche soffre. Poi c’è da dire, anzi da aggiungere, che i record di temperature si sprecano. Ogni mese, o quasi, c’è da riscrivere la storia climatica di qualche località italiana.

 

Si dice “mal comune mezzo gaudio”, nel senso che in questo caso non siamo soli ma in buona compagnia. Il discorso dei record potrebbe tranquillamente estendersi all’Europa, addirittura al mondo intero. Basterebbe aprire qualche sito internazionale di news meteorologiche per rendersi conto che i record non riguardando soltanto le nostre latitudini.

 

Magra consolazione… Si dovrebbe puntare piuttosto al cambio di rotta, ma chissà se e quando si potrà tornare alla normalità climatica. Non certo oggi, non certo nel futuro prossimo, eccezion fatta per qualche piccola parentesi aperta qua e là.

 

Il trend è a dir poco preoccupante, c’è poco da fare. I record meteo continueranno a susseguirsi, continueranno a rappresentare un trend meteo climatico del futuro.

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