Meteo, la storia dovrebbe insegnarci qualcosa, o no?
Si dovrebbero analizzare i vari pattern climatici, quindi si dovrebbero valutare i comportamenti atmosferici relazionandoli col passato . Sì, perché la storia ha una sua valenza, anche in ambito climatico, anche in ambito meteorologico. D’altronde le statistiche sono fatte per essere analizzate, no?
Ed allora la storia meteo dovrebbe insegnarci qualcosa, dovrebbe insegnarci che guai a dare tutto per scontato. Che cosa intendiamo dirvi? Beh, semplice, che in vista dell’Estate andranno valutati tutti gli elementi a nostra disposizione, ad esempio andranno valutati gli eventuali effetti che un fenomeno su ampia scala come La Nina potrebbe avere sul nostro clima.
Lo si è scritto recentemente, solitamente gli effetti di tale fenomeno globale ci sono, seppur meno importanti rispetto a quelli del Nord America.
In passato La Nina ha pilotato Estati capricciose, ma allo stesso tempo è stata in grado di guidare Estati letteralmente roventi . Due scenari contrapposti, a quel punto basterebbe tirare semplicemente la monetina e buttarsi in una proiezione da 50 e 50. Invece no, così non va bene.
La Nina è in grado di interagire con altri pattern climatici, non ultimo l’Atlantico giusto per farvi un esempio . Più nello specifico con le anomalie termiche oceaniche, che come ben saprete rappresentano un termoregolatore del clima europeo. Ecco, appunto, basterebbe raffrontare – tra qualche settimana – le anomalie termiche oceaniche con la Nina, basterebbe andare indietro nel tempo e cercare le relazioni tra questi due elementi.
A quel punto si potrebbe stilare una proiezione stagionale che dovrebbe avere un minimo di affidabilità statistica. Ed è per questo motivo che la storia meteo, se tenuta in debito conto, dovrebbe insegnarci qualcosa. Dovrebbe insegnare qualcosa a chi al contrario butta lì proiezioni senza senso e fidatevi, nelle prossime settimane ne leggeremo di tutti i colori.
