I dirompenti effetti METEO climatici de La Nina. ESTATE a rischio
A rischio per un motivo molto semplice
A rischio per quale motivo? Procediamo con ordine . A quanto pare le anomalie delle acque superficiale del Pacifico Equatoriale stanno cambiando segno: da positive (El Nino) stanno diventando negative (La Nina). Un segnale chiaro, evidente, che si può evincere facilmente dall’osservazione delle mappe delle anomalie termiche di quel settore.
Or bene, come ben saprete stiamo parlando di un fenomeno che ha effetti meteo climatici su larga scala ampiamente documentati . I più eclatanti riguardano il Continente Americano, nord e sud, e si riverberano tanto sull’Estate quanto sull’Autunno-Inverno.
In Europa il termoregolatore Atlantico è certamente più importante, mitigando quelli che altrimenti potrebbero rivelarsi effetti dirompenti anche sul vecchio continente. Ciò non toglie che gli effetti ci siano e che talvolta possano mostrarsi più intensi di quel che si possa pensare.
El Nino e La Nina agiscono sulla cosiddetta “corrente a getto”, ossia sul quel nastro trasportatore d’alta quota che a seconda dei periodi può risultare più o meno veloce e conseguentemente più o meno ondulato . Corrente a getto che, chiaramente, non riguarda soltanto il Nord America ma l’intero emisfero settentrionale.
Indi per cui lecito attendersi comunque degli effetti anche alle nostre latitudini, tant’è che alcune proiezioni stagionali – riguardanti chiaramente l’Estate – parlano chiaro: caldo.
Sì, avete letto bene, secondo alcuni autorevoli centri di calcolo internazionali potrebbero verificarsi anomalie termiche positive di una certa consistenza . Significa che l’Estate, tanto per cambiare, potrebbe essere ancora una volta rovente. Per alcuni più a est che a ovest, per altri più sul Mediterraneo centro occidentale che altrove.
A livello di precipitazioni, invece, potrebbe essere un’Estate normale , con fenomeni di maggior portata sui settori settentrionali del vecchio continente mentre a sud la situazione non dovrebbe appunto discostarsi dalla normalità pluviometrica stagionale. Insomma, di carne al fuoco ne abbiamo tanta, non ci resta che capire se aggiungerne altra o se va bene così.
