Normale e giusto che sia così. L’instabilità atmosferica diurna, in questo periodo, va senz’altro messa in conto ed è per questo che vi diciamo sì, è normale. Normale che le condizioni meteo climatiche stiano rispettando i dettami degli ultimi step primaverili, dopodiché saranno pronte per orientarsi in direzione della bella stagione.
Attualmente, per quel che ci riguarda, siamo ben propensi a sposare la tesi modellistica prevalente, ovvero la tesi temporalesca. Sì, quella stessa tesi che ha segnato, più o meno pesantemente, la scorsa settimana e che anche nei prossimi giorni andrà tenuta in debita considerazione.
I temporali saranno tanti, diffusi, localmente intensi o persino violenti. Violenti, è bene ricordarlo, significa che potrebbero accompagnarsi ai nubifragi e alle grandinate, quindi guai ad abbassare la guardia. Quali le regioni più a rischio. Beh, diciamo un po’ tutte, chi più chi meno infatti riceverà la sua bella razione di precipitazioni pomeridiane.
Peraltro, lo sappiamo, i temporali rappresentano un fenomeno atmosferico difficilmente prevedibile, soprattutto in termini di esatta collocazione ma anche in termini d’intensità. Le condizioni microclimatiche locali, così come l’orografia, possono incidere in modo significativo.
Ciò detto sarà bene farsi trovare pronti, pronti a una settimana – l’ultima di maggio e la prima di giugno – che porterà tante precipitazioni e che sul finire potrebbe proporci addirittura un nuovo e ben più organizzato peggioramento a partire dalle regioni del Nord Italia.
Sì, perché l’assalto ciclonico proveniente dal Nord Europa – passante per i settori centrali del vecchio continente – è ampiamente confermato. Ma questo è argomento che stiamo trattando abbondantemente con specifici approfondimenti.