Mario Tozzi, geologo di fama internazionale e i Campi Flegrei. Intervista
https://youtu.be/nGmcTd9oTI4?si=QsB_1-q0beqxj5YF Il sollevamento del suolo e i terremoti nei Campi Flegrei rappresentano una sequenza di eventi che

Il sollevamento del suolo e i terremoti nei Campi Flegrei rappresentano una sequenza di eventi che tolgono il sonno. Stiamo osservando un fenomeno fisico di crisi bradisismica che dura da anni , caratterizzato da un sollevamento notevole. I terremoti sono strettamente legati a questa dinamica. Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico di grande notorietà , spiega che la situazione attuale è simile a quella degli anni Ottanta, con una sequenza di eventi preoccupante.
Gli ultimi terremoti sono stati di una certa intensità, come quello di magnitudo 4,4 , e c’è il timore che possano verificarsi scosse ancora più forti. Tuttavia, Tozzi sottolinea che la preoccupazione principale riguarda lo stato generale dei Campi Flegrei . Migliaia di persone vivono su un supervulcano e, invece di tenerlo sotto controllo, si è costruito sopra ospedali, ippodromi, basi militari e una città da 80.000 abitanti. Qualsiasi evento in quest’area rappresenta un problema significativo.
Gli abitanti dei Campi Flegrei sono sospettosi e temono che gli scienziati non stiano rivelando tutta la verità , poiché i Campi Flegrei sono una delle aree vulcaniche più monitorate al mondo , con dati condivisi a livello internazionale. Afferma che è sempre meglio dire la verità, anche se dura, e che nessuno prenderebbe la responsabilità di mettere a rischio vite umane.
Alcuni critici sostengono che i provvedimenti adottati siano insufficienti . Tozzi risponde che il vero problema è che i Campi Flegrei, che dovevano essere un grande parco naturale, sono invece abitati da 600.000 persone. La continua urbanizzazione della zona , nonostante il suo evidente pericolo, è una scelta irresponsabile. Ricorda che solo due o tre delle trenta bocche eruttive originali sono ancora riconoscibili, poiché il cemento ha cancellato le altre.
Per quanto riguarda le vie di fuga, esistono piani di evacuazione e di esodo , poiché in caso di una terribile eruzione, non sarebbe più possibile tornare. Tuttavia, Tozzi sostiene il fatto che siano state fatte poche esercitazioni.
Infine, Tozzi invita gli amministratori a fermare le costruzioni e l’arrivo di nuove famiglie, ricordando a tutti che i Campi Flegrei sono un’area pericolosa . Ricorda che nel 1538 il Monte Nuovo è nato da una zappa , un chiaro esempio della potenza vulcanica della zona. Tuttavia, si continua a fare finta di nulla, ignorando i rischi evidenti.
Ma cosa è il Monte Nuovo? Pochi lo sanno, e ve lo diciamo noi, allora.
Il Monte Nuovo è un cono vulcanico situato nei Campi Flegrei, un’area di attività vulcanica a ovest di Napoli, in Italia. Si è formato a seguito di una violenta eruzione avvenuta nel 1538.
Nel settembre del 1538, dopo un periodo di intensa attività sismica e di sollevamento del suolo, si aprì una frattura nella zona tra il lago d’Averno, Monte Barbaro e il mare. Il 29 settembre iniziò un’eruzione esplosiva che durò circa una settimana. Ceneri, pomici e frammenti di lava furono espulsi fino a grandi altezze, ricadendo su un’ampia area circostante.
L’eruzione fu di tipo freatopliniano, caratterizzata da esplosioni molto violente causate dall’interazione tra magma e acqua. La cenere vulcanica ricoprì i villaggi circostanti e si stima che l’eruzione abbia prodotto circa 0,02 km³ di materiale piroclastico.
Durante l’eruzione, il materiale eruttato si accumulò attorno al punto di emissione, formando rapidamente un nuovo cono vulcanico alto circa 133 metri e con un diametro di circa 1,5 km. Questo cono fu chiamato “Monte Nuovo”.
L’eruzione del Monte Nuovo è l’unica eruzione storica documentata dei Campi Flegrei. È un importante caso di studio per comprendere i rischi associati a quest’area vulcanica, che include la caldera dei Campi Flegrei, considerata ancora attiva e potenzialmente pericolosa data la sua vicinanza all’area densamente popolata di Napoli.
