Sì, perché non è più la stessa. Sì, perché ormai ci stiamo abituando – piaccia o non piaccia – agli eccessi atmosferici. Eccessi atmosferici che alle nostre latitudini – ma non solo – spesso e volentieri si traducono in eccessi termici.
Ecco, appunto, le temperature. Argomento sul quale si potrebbe scrivere di tutto e di più, ad esempio si potrebbe scrivere che secondo i dati ufficiali anche marzo è stato un mese a dir poco caldo. Per il centro di calcolo europeo è stato il più caldo di sempre, perlomeno a livello continentale.
Altro argomento del quale s’è discusso non poco è quello delle precipitazioni o se preferite del normale regime pluviometrico. Anche in quel caso la normalità è cambiata, negli ultimi anni assistiamo sempre più spesso a lunghi periodi di siccità interrotti da improvvise alluvioni.
Già, proprio così, il Mediterraneo – al pari di altre zone del pianeta – sta diventando preda dell’estremizzazione meteorologica. Chiamatela come volete, chiamatela estremizzazione meteo climatica o ancora estremizzazione pluviometrica, fatto sta che quando piove lo fa senza criterio.
Vogliamo parlare della neve? Neve che quest’anno è caduta abbondante sull’arco alpino, mentre l’Appennino è rimasto a secco. Ma gli anni scorsi tale sorte era toccata a tutte le nostre montagne, il che rappresenta un’altra enorme anomalia.
Insomma, gira che ti rigira è l’inizio della fine della normalità meteo climatica primaverile. Quella normalità meteo climatica così come la intendevamo un tempo e c’è poco da fare. Anzi, cose da fare ce ne sarebbero tante ma non dipendono soltanto da noi.