Una scoperta straordinaria nel campo delle scienze planetarie
Un team di ricerca italiano ha fatto una scoperta straordinaria nel campo delle scienze planetarie, trovando una meteorite estremamente rara che contiene leghe metalliche di alluminio e rame e materiali con una simmetria proibita, i quasicristalli. Questa scoperta è stata descritta in un articolo pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment.
Il ritrovamento della meteorite
La meteorite è stata studiata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bari, in collaborazione con l’Università di Firenze e l’Agenzia Spaziale Italiana. Il ritrovamento è avvenuto sul Monte Gariglione, in Calabria, da un collezionista che ha notato una strana lucentezza metallica e ha deciso di inviarla agli studiosi dell’Università di Bari per indagare sulla sua natura. Le analisi hanno rivelato che la sferula era extraterrestre e conteneva una lega metallica di rame e alluminio, oltre a un nuovo e rarissimo quasicristallo.
I quasicristalli e la loro importanza
I quasicristalli sono materiali in cui gli atomi sono disposti in modelli regolari ma che non si ripetono mai nello stesso modo, diversamente dai cristalli ordinari. Questi materiali sono preziosi anche per applicazioni in vari settori industriali. La scoperta di questa meteorite è eccezionale perché si tratta del secondo ritrovamento di una micrometeorite contenente quasicristalli e perché è stata scoperta in Italia meridionale e studiata da un gruppo di ricerca interamente italiano.
Il contributo della ricerca italiana
Lo sviluppo delle scienze planetarie in Italia
La scoperta dimostra l’importanza del contributo degli studi geologico-mineralogici per il progresso delle conoscenze sul nostro Sistema Solare. Gli studiosi italiani hanno sempre creduto nello sviluppo delle scienze planetarie in Italia meridionale e questa scoperta ne è la conferma.
Le implicazioni della scoperta
I risultati della ricerca mostrano che esiste un universo ancora ignoto di fasi mineralogiche alla nanoscala nei materiali di origine extraterrestre. La scoperta di questa lega anomala e dei quasicristalli apre nuovi scenari sulle origini del materiale originario e fornisce nuovi elementi per comprendere i meccanismi di formazione del Sistema Solare.
La preziosissima micrometeorite è attualmente custodita nel Museo di scienze della terra dell’Università di Bari, dove si sta allestendo una sezione dedicata a campioni extraterrestri. La scoperta è importantissima non solo per le scienze mineralogiche e planetarie, ma anche per la fisica e la chimica dello stato solido, dimostrando che i quasicristalli possono formarsi spontaneamente in natura e rimanere stabili per tempi geologici.