I brutti INVERNI del nuovo millennio hanno un fondamento meteo
Le cause potrebbero essere due
Ciclicità o riscaldamento globale? Questo il quesito che va per la maggiore, soprattutto nella comunità dei meteo appassionati. Chi la frequenta sa che si sta parlando di un argomento estremamente complesso. Chi la frequenta sa che dare una risposta non è facile, anzi diciamo tranquillamente che è impossibile.
Al momento non lo sappiamo, la risposta ai posteri (come si suol dire). Tuttavia è innegabile che entrambe le argomentazioni hanno un fondamento, d’altronde il riscaldamento globale sta causando pesanti ripercussioni termiche planetarie, mentre per quanto riguarda la ciclicità climatica non possiamo esimerci dal dirvi che le ere climatiche sono sempre esistite.
Già in passato, lo racconta la storia del nostro pianeta, vi sono stati periodi estremamente caldi e all’epoca non c’erano le problematiche attuali. Non c’erano i gas serra, questo è sicuro.
Gas serra che ci portano in direzione di una risposta affermativa, ossia il riscaldamento globale sta incidendo eccome . Sta incidendo su tutte le stagioni ma in modo particolare sull’andamento dell’Inverno. Sì, perché gli Inverni del nuovo millennio hanno subito profondi cambiamenti, talmente profondi che attualmente sono irriconoscibili.
Negli ultimi 3 anni sono stati pessimi, per non dire assenti . Non ci si può limitare a una singola ondata di freddo (come accadde ad esempio l’anno scorso), non ci si può limitare alla singola nevicata, non si può far finta di nulla nel guardare i nostri monti totalmente spogli.
Riscaldamento globale che causa pesantissime ripercussioni sui ghiacci artici, che poi per potersi riprendere hanno bisogno di un Vortice Polare scatenato . Ed è quello che puntualmente accade da diversi anni a questa parte: Vortice Polare a mille e gelo confinato sul Circolo Polare Artico. Poi sì, ci sono delle ingerenze di un certo peso su altre zone d’Europa o del nord emisfero, ma su di noi nulla.
Ecco, appunto, i cambiamenti più pesanti stanno colpendo il bacino del Mediterraneo, pertanto speriamo che la situazione possa cambiare rapidamente.
