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Il legame tra⁣ ossigeno oceanico e CO2 atmosferico nell’ultima era glaciale

Un gruppo di ricercatori guidati da un oceanografo ‌dell’Università⁤ di Tulane ha ⁤scoperto che i depositi situati nelle⁣ profondità del fondale oceanico rivelano un metodo ​per misurare il livello di⁣ ossigeno‌ negli oceani⁤ e la sua connessione con⁢ l’anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera terrestre durante l’ultima era glaciale, terminata ⁣oltre ⁣11.000 anni fa.

I risultati,‌ pubblicati il ⁢19​ gennaio sulla ⁤rivista Science Advances, aiutano a spiegare il ruolo che gli oceani hanno avuto nei cicli​ di fusione dei ghiacciai ​del passato ​e potrebbero migliorare le previsioni su come i cicli ⁢di carbonio oceanici risponderanno al riscaldamento globale.

Gli oceani regolano la CO2 ‍atmosferica durante il passaggio dalle ere glaciali a climi più caldi, rilasciando il ⁤gas ‍serra⁣ dal carbonio immagazzinato nelle profondità oceaniche. ⁢La ricerca dimostra una notevole correlazione tra i ‍contenuti di ossigeno oceanico globale e la CO2 atmosferica dall’ultima era glaciale ad oggi, e come il rilascio di carbonio dal profondo mare‍ possa aumentare con il riscaldamento del clima.

 

Il ruolo dell’Oceano Meridionale nel ⁤clima globale

“La ricerca rivela l’importante ruolo dell’Oceano⁤ Meridionale nel controllare⁢ il serbatoio di ossigeno oceanico globale e⁢ l’immagazzinamento ⁤del⁢ carbonio”, ⁣ha affermato Yi Wang, ricercatrice principale e⁤ assistente professore di Scienze della Terra e Ambientali presso la Tulane University ‍School of Science and‌ Engineering. Wang è specializzata in ‍biogeochimica marina ‍e paleoceanografia.

“Questo avrà implicazioni‍ per la comprensione di come l’oceano, in particolare l’Oceano Meridionale, influenzerà dinamicamente ​la CO2 atmosferica in futuro”, ha aggiunto.

Wang ha ​condotto lo studio‌ con colleghi del Woods Hole Oceanographic⁤ Institution, la principale organizzazione no-profit indipendente al mondo dedicata alla ricerca, esplorazione ⁣ed educazione oceanica. Ha lavorato per l’istituto ‍prima di unirsi alla Tulane nel 2023.

Il team ha analizzato i‌ sedimenti del fondale marino raccolti‍ dal Mar Arabico per⁣ ricostruire i livelli medi di ossigeno oceanico globale‌ di migliaia‍ di anni fa. Hanno misurato con precisione gli isotopi del ‍metallo tallio intrappolati nei sedimenti, ⁣che indicano quanta ossigeno‌ era disciolto nell’oceano globale al momento della formazione dei sedimenti.

“Lo ⁤studio di questi isotopi metallici‌ sui passaggi ⁣glaciali-interglaciali non è mai stato esaminato prima, ⁣e queste misurazioni ci hanno permesso di ricreare essenzialmente il passato”, ha detto Wang.

I⁣ rapporti degli isotopi di tallio hanno mostrato che l’oceano globale ha perso ossigeno complessivamente durante l’ultima era glaciale rispetto all’attuale​ periodo ‍interglaciale più caldo. Lo studio ha rivelato una ​deossigenazione oceanica globale ​di migliaia di anni durante⁤ il riscaldamento improvviso nell’emisfero settentrionale, mentre l’oceano ha guadagnato più⁤ ossigeno quando ​si è⁣ verificato​ un‍ raffreddamento improvviso durante​ la transizione dall’ultima‍ era glaciale ad oggi.‍ I ricercatori ⁤hanno attribuito i cambiamenti osservati ‌nell’ossigeno oceanico ai processi dell’Oceano Meridionale.

 

Implicazioni per il futuro

“Questo studio è il primo ⁢a presentare ⁤un ⁤quadro medio di ⁢come ‌il contenuto di ossigeno degli oceani globali si‍ sia evoluto ⁣mentre la Terra passava ‍dall’ultimo periodo‌ glaciale al clima più caldo degli ultimi 10.000 ⁤anni”, ha detto Sune ⁤Nielsen, scienziato associato al WHOI e coautore della ricerca. “Questi nuovi dati sono davvero importanti, perché ​mostrano che l’Oceano Meridionale svolge un ruolo critico nella modulazione della CO2⁢ atmosferica. Considerando che le regioni ⁣ad alta latitudine sono quelle più colpite dal cambiamento climatico antropogenico, è preoccupante che queste abbiano anche un impatto sproporzionato‌ sulla CO2 atmosferica in primo luogo”.

 

La ricerca e i ​suoi autori

La ricerca intitolata “L’ossigenazione oceanica globale controllata dall’Oceano Meridionale attraverso l’ultima deglaciazione” è stata condotta ⁢da Yi Wang, Kassandra M. Costa, Wanyi Lu, Sophia K.‌ V. Hines e Sune G. Nielsen, e pubblicata il 19‍ gennaio 2024 ‍su Science Advances.

 

Il contributo degli autori

Oltre a Wang e Nielsen, gli altri autori includono Kassandra Costa, ⁢Sophie‍ Hines e Wanyi Lu. Il loro lavoro ​congiunto ha ​permesso di gettare luce su un aspetto fondamentale del cambiamento ⁢climatico e del ruolo degli​ oceani, aprendo nuove ⁣strade ⁢per la ricerca futura e ⁣la comprensione dei meccanismi che regolano ​il nostro pianeta.

La ricerca sottolinea l’importanza di⁣ continuare ‌a studiare gli oceani e i loro processi, in quanto sono elementi chiave nella regolazione del ⁢clima globale e potrebbero fornire risposte cruciali per affrontare le sfide ​del​ riscaldamento globale.

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