La rivoluzione della comunicazione domestica e d’ufficio
La tecnologia LED sta per subire una trasformazione radicale grazie alla scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Università di Surrey e dell’Università di Cambridge. Questi scienziati hanno individuato un metodo per utilizzare i bulbi LED, arricchiti con perovskiti a base di alogenuro metallico, per facilitare trasmissioni dati ad alta velocità. Questo progresso potrebbe rivoluzionare le reti domestiche e d’ufficio, migliorando notevolmente la velocità e l’efficienza della comunicazione dati.
La scoperta che accelera la trasmissione dei dati
Uno studio recente ha rivelato che i bulbi LED, potenziati con perovskiti a base di alogenuro metallico, potrebbero accelerare in modo significativo le trasmissioni dati nelle abitazioni e negli uffici, segnando un importante avanzamento nelle tecnologie di comunicazione. Questi dispositivi di illuminazione, noti come diodi emettitori di luce (LED), potrebbero affiancare le tecnologie di comunicazione esistenti, migliorando le reti attuali.
Il futuro delle tecnologie internet
Le nuove tecnologie internet del futuro sono in rapido sviluppo grazie al lavoro degli accademici, e si prevede che i collegamenti di comunicazione basati su LED saranno ampiamente utilizzati in numerosi servizi e scenari emergenti. Tra questi, la Light-fidelity (Li-Fi), le comunicazioni subacquee, gli interconnettori fotonici da moderati ad alta velocità e vari dispositivi dell’Internet delle cose (IoT).
Il passo avanti verso le sorgenti luminose perovskitiche
Il nuovo studio, guidato dall’Università di Surrey e dall’Università di Cambridge, ha esaminato come sviluppare sorgenti fotoniche ad alta velocità utilizzando perovskiti a base di alogenuro metallico. Questi semiconduttori, attualmente oggetto di ricerca in combinazione con i LED, sono noti per le loro eccellenti proprietà optoelettroniche e per i metodi di lavorazione a basso costo.
Il potenziale dei dispositivi IoT
Il Dr. Wei Zhang, autore principale dello studio e professore associato presso l’Istituto di Tecnologia Avanzata dell’Università di Surrey, ha dichiarato: “Miliardi di dispositivi IoT connessi hanno il potenziale per aggiungere un valore significativo all’industria e all’economia globale. In questo mercato, i costi e la compatibilità sono spesso prioritari rispetto alla velocità di trasmissione dei dati e gli scienziati sono alla ricerca di modi alternativi per ridurre il consumo energetico per bit e migliorare la compattezza, lavorando contemporaneamente per aumentare la velocità della connessione dati. Nel nostro studio, abbiamo fatto un grande passo avanti e dimostrato come i perovskiti a base di alogenuro metallico potrebbero fornire una soluzione potente ed economica per realizzare LED che hanno un enorme potenziale per aumentare la loro larghezza di banda a livelli di gigahertz. Le intuizioni ottenute da questa ricerca plasmeranno senza dubbio il futuro della comunicazione dati. Inoltre, le nostre indagini accelereranno lo sviluppo di fotodetettori perovskitici ad alta velocità e laser perovskitici pompati a onda continua, aprendo nuove strade per i progressi nelle tecnologie optoelettroniche.”
La strada verso l’integrazione con la microelettronica
Hao Wang, co-autore principale e dottorando presso l’Università di Cambridge, ha affermato: “Abbiamo fornito il primo studio per chiarire i meccanismi dietro il raggiungimento di LED perovskitici ad alta velocità, rappresentando un passo significativo verso la realizzazione di sorgenti luminose perovskitiche per le comunicazioni dati di prossima generazione. La capacità di ottenere emettitori perovskitici processati in soluzione su substrati di silicio apre anche la strada alla loro integrazione con piattaforme microelettroniche, presentando nuove opportunità per un’integrazione senza soluzione di continuità e progressi nel campo della comunicazione dati.”
La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Photonics, è stata un progetto collaborativo con il supporto di oltre 10 laboratori e istituti di ricerca di Oxford, Cambridge, Bath, Warwick, UCL, EMPA e UESTC.