Il cambiamento climatico e la sfida dell’adattamento evolutivo
Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia per la sopravvivenza di piante e animali in tutto il mondo, a causa dell’aumento delle temperature e dei cambiamenti degli habitat. Alcune specie sono riuscite a rispondere a questa sfida con un rapido adattamento evolutivo e altri cambiamenti nel comportamento o nella fisiologia. Tuttavia, studi scientifici dimostrano che il cambiamento climatico sta avvenendo molto più velocemente di quanto le specie stiano cambiando.
Che cos’è l’adattamento evolutivo?
Definizione biologica
Il termine “adattamento” è usato in molti modi dagli scienziati del clima, ma ha un significato molto specifico per i biologi: si riferisce a cambiamenti genetici che vengono trasmessi da una generazione all’altra e migliorano la capacità di una specie di sopravvivere nel suo ambiente. Queste modifiche genetiche rendono l’adattamento evolutivo diverso dall’”acclimatazione” o “acclimatizzazione”, che comportano vantaggi che non vengono trasmessi alla prole.
Adattamento e acclimatazione
Le piante e gli animali di tutto il mondo si sono adattati a molti diversi habitat caldi e secchi, spingendo gli scienziati a chiedersi se le specie possano adattarsi anche al nostro clima in rapido cambiamento. Finora, la risposta sembra essere negativa per la maggior parte delle specie.
Evoluzione, veloce e lenta
Barriere all’adattamento
Uno studio recente sulle popolazioni di 19 specie di uccelli e mammiferi, tra cui gufi e cervi, mostra una potenziale barriera all’adattamento. Negli animali che impiegano diversi anni per raggiungere l’età riproduttiva, il clima è già cambiato entro il tempo che nascono i loro cuccioli. I geni che hanno dato un vantaggio ai genitori non sono più così vantaggiosi per la prole.
Adattamento insufficiente
Le popolazioni di questi animali a maturazione lenta si stanno adattando al cambiamento climatico, ma non abbastanza durante ogni generazione per prosperare nelle condizioni in cambiamento. Infatti, il tasso di evoluzione è così inadeguato rispetto al tasso di riscaldamento globale che gli autori dello studio stimano che quasi il 70% delle popolazioni locali che hanno studiato sia già vulnerabile all’estinzione guidata dal clima nei prossimi decenni.
Limiti della migrazione
Le piante e gli animali potrebbero anche sfuggire agli impatti del riscaldamento globale migrando verso habitat più freschi. Tuttavia, la migrazione ha i suoi limiti. Le ricerche mostrano che gli uccelli tropicali che già vivono in alta montagna potrebbero essere condannati perché non c’è spazio per migrare ulteriormente verso l’alto. Le specie tropicali, quindi, potrebbero trovarsi su quello che gli autori chiamano un “ascensore per l’estinzione”.
Strategie climatiche non evidenti
Nel complesso, l’adattamento evolutivo sembra aiutare a mitigare gli impatti del riscaldamento globale, ma le prove finora mostrano che è insufficiente per superare gli attuali tassi di cambiamento climatico. L’acclimatazione e la migrazione offrono soluzioni più rapide, ma le ricerche mostrano che anche queste potrebbero non essere sufficienti.
In conclusione, l’evidenza indica che l’umanità non può semplicemente presumere che le piante e gli animali saranno in grado di salvarsi dal cambiamento climatico. Per proteggere queste specie, gli esseri umani dovranno interrompere le attività che alimentano il cambiamento climatico.