Precipitosa escalation meteo per dopo Capodanno: rischio neve diffusa

Precipitosa escalation meteo per dopo Capodanno: rischio neve diffusa

Il nuovo aggiornamento è colmo di novità, poiché l’attenzione sarà focalizzata sulla Stratosfera che prevede un intensissimo riscaldamento: lo Stratwarming. Attenzione, affermare che ogni anno c’è uno Stratwarming e non accade nulla si verifica perché non si desidera, a questo punto, conoscere e ricordare le dinamiche derivanti dal riscaldamento della Stratosfera.

L’entità del riscaldamento è al momento una stima, e attenzione, non è detto che la temperatura debba aumentare di 80°C per avere effetto in Troposfera. Andiamo con gradualità ad analizzare i fatti passo, passo, al fine di individuare possibili cause di un’ondata di freddo con neve in Italia a Gennaio.

Qui nel seguito due mappe del Centro Meteo Europeo, ovvero ECMWF che mostrano un forte riscaldamento in Stratosfera, ovvero lo Stratwarming.

Lo Stratwarming non è gelo, ma caldo in quota. Lo Stratwarming comunica alle quote atmosferiche inferiori la sua influenza, ma non sempre produce quello che si chiama “Split del Vortice Polare”, che poi questo non comporta una diffusa variazione delle correnti alle basse quote verso il freddo. Ad esempio, lo Split del Vortice Polare non causa l’inversione delle correnti atmosferiche a livello del suolo spingendo verso ovest l’aria fredda che si trova in Siberia. Invece, talvolta, ormai con frequenza molto scarsa, lo Stratwarming modifica la traiettoria delle correnti con un’inversione dei venti, prima a 10 hPa, per poi trasferire questo fenomeno a quote basse, scatenando il Buran, quel freddo estremo che arriva dalla Siberia perché è capace di spostare tali masse d’aria.

Il Buran è un fenomeno meteorologico caratteristico delle regioni siberiane , che porta intense tempeste di neve e freddo severo. Questo fenomeno è strettamente legato a un altro importante processo atmosferico, il Vortice Polare , una vasta area di bassa pressione e aria fredda che circonda i Poli della Terra. Durante l’Inverno, in particolare nella Stratosfera, può verificarsi un fenomeno noto come riscaldamento stratosferico o Stratwarming . Questo evento implica un significativo aumento della temperatura nella Stratosfera, la seconda principale fascia dell’atmosfera terrestre, che può avere effetti profondi sui modelli meteorologici.

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Il riscaldamento della stratosfera può portare a un indebolimento o addirittura a un capovolgimento del Vortice Polare. Normalmente, le correnti all’interno del Vortice Polare si muovono da ovest verso est, ma a seguito di un evento di Stratwarming queste correnti possono invertire la direzione, passando da est verso ovest. Questo cambiamento può avere un impatto sul tempo in Europa e in altre regioni del Mondo. In particolare, l’inversione delle correnti, se si trasmette alla Troposfera , può spingere l’aria fredda e il gelo dalla Siberia verso l’Europa, portando a significative ondate di freddo.

Questi fenomeni sono parte integrante del sistema climatico terrestre e mostrano quanto eventi che si verificano in una parte del mondo possono avere effetti a migliaia di chilometri di distanza. La comprensione di questi processi è fondamentale per prevedere e prepararsi a cambiamenti meteorologici estremi.

La mappa qui sopra illustra (credit NOAA), sommariamente, e su ricostruzioni storiche, lo Stratwarming che a fine dicembre 1984 fu all’origine del gelo che si abbattè in Italia ed in Europa nel gennaio 1985. Noterete che l’aumento di temperatura fu sicuramente notevole, ma solo in una ristrettissima area ci furono valori in crescita di 60°C.

La riflessione che sorge spontaneamente riguarda la possibilità che eventi meteorologici estremi simili a quello accaduto in Italia nel gennaio del 1985 , possano ripresentarsi. Si pone quindi la domanda: saremmo oggi in grado di gestire e superare i disagi vissuti in quel periodo, nonostante le previsioni meteo siano ora più avanzate e precise? È importante considerare che, sebbene siano passati quasi quarant’anni da quell’evento, l’Italia ha continuato a sperimentare altre ondate di freddo e nevicate significative.

Siamo esposti al meteo estremo invernale

Per esempio, un evento meno intenso e di durata più breve si è verificato nel febbraio del 2012. Questa ondata di maltempo ha portato precipitazioni nevose, sebbene fossero meno estese e meno intense rispetto a quelle del 1985. Negli anni successivi, l’Italia ha affrontato diverse ondate di freddo, con nevicate che hanno raggiunto anche le coste, causando non pochi disagi. Tuttavia, nessuno di questi eventi recenti ha raggiunto la portata e l’intensità di quello del 1985, che generò un vero e proprio caos, portando alla chiusura di numerosi aeroporti a causa delle forti nevicate. Questa osservazione solleva interrogativi sulla nostra preparazione attuale e sulla capacità di rispondere efficacemente a simili emergenze in futuro.

Il 22 dicembre 2009, Milano fu colpita da una forte nevicata, durante la quale le temperature rimasero costantemente sotto lo zero. Nei giorni precedenti, la temperatura nella città era già negativa e la neve caduta precedentemente era rimasta al suolo, congelando. Questo evento si inserisce in un decennio caratterizzato da numerose nevicate in Italia, specialmente nella Valle Padana e nelle regioni del Nord. Nonostante gli appelli accorati delle autorità, il traffico a Milano e nel suo hinterland rimase bloccato per ore, intrappolando migliaia di persone tra neve e ghiaccio. Alcuni impiegarono fino a 12 ore per riuscire a tornare a casa.

Milano come Mosca e Stoccolma

Le situazioni meteorologiche estreme non sono un fenomeno esclusivo dell’Italia. Abbiamo visto come i fenomeni atmosferici violenti, che si verificano ormai in tutto il mondo, abbiano causato notevoli disagi, ad esempio nella città svedese di Stoccolma. Qui, l’autostrada si è bloccata più volte a causa delle intense nevicate. Anche la grande metropoli di Mosca risente degli effetti del cambiamento climatico, con nevicate sempre più abbondanti che creano problemi alla circolazione stradale. Ne abbiamo parlato questi giorni, come anche di Pechino. Nonostante Stoccolma e Mosca siano abituate a vedere la neve ogni anno, non sono preparate ad affrontare le grandi nevicate causate dal cambiamento climatico. Un altro esempio arriva da Sapporo, in Giappone, dove i cittadini hanno chiesto alle autorità di rinunciare alla candidatura della città alle Olimpiadi invernali, preferendo utilizzare le risorse finanziarie per migliorare la pulizia delle strade in seguito alle sempre più frequenti nevicate record.

È tempo di parlare di rischio neve

Parlare di gennaio 1985 nel contesto del cambiamento climatico, dove le temperature sono generalmente molto elevate, potrebbe sembrare inappropriato, ma non lo è. L’Italia può ancora oggi essere soggetta a eventi meteorologici estremi, come abbondanti nevicate e intense ondate di gelo durante l’inverno. Con l’arrivo del mese di gennaio, c’è il picco minimo delle temperature medie in tutta Italia. Il probabile ritorno delle precipitazioni aumenta la possibilità di avere neve, e questa volta diffusa a molte regioni italiane.

Ancora il caso della grande nevicata del gennaio 1985

La grande nevicata del gennaio 1985 è un evento meteorologico storico che ha interessato gran parte dell’Italia, lasciando un’impronta indelebile nella memoria collettiva del paese. Questo fenomeno, caratterizzato da temperature eccezionalmente basse e abbondanti nevicate, ha avuto impatti significativi su molteplici aspetti della vita quotidiana, dall’economia alla mobilità, dalla gestione delle emergenze alla vita sociale.

Precedenti Meteorologici e Cause

La nevicata del 1985 è stata preceduta da un’ondata di freddo eccezionale, che aveva già messo a dura prova la resistenza delle infrastrutture e delle popolazioni. Questo freddo intenso era dovuto ad un afflusso di aria gelida proveniente dalla Siberia, che aveva raggiunto l’Europa e l’Italia, abbassando le temperature a livelli record.

Impatto nevicata storica in Italia: Roma e le Coste Tirreniche

La nevicata ha colpito duramente anche Roma, un evento raro per la capitale italiana. La città, famosa per il suo clima generalmente mite, si è trovata impreparata di fronte alla copiosa nevicata. Le strade, i monumenti e i parchi ricoperti di neve hanno offerto uno spettacolo insolito ma anche causato notevoli disagi. I mezzi di trasporto pubblico hanno subito ritardi e cancellazioni, e molte attività commerciali e scuole sono rimaste chiuse.

Nel Nord Italia, la situazione è stata ancora più critica. Città come Milano e Trento hanno registrato accumuli di neve eccezionali: 70 cm a Milano e fino a 120 cm a Trento. Questi accumuli hanno causato gravi problemi al traffico e alle infrastrutture, con interruzioni nelle forniture di energia elettrica e nelle comunicazioni.

Anche la Sardegna, di solito esente da eventi nevosi di tale entità, è stata colpita. A Cagliari, la neve ha creato una situazione insolita e problematica, con difficoltà nella circolazione stradale e disagi per la popolazione.

Problemi al Traffico e Emergenze

Il traffico su strade, autostrade e linee ferroviarie è stato fortemente influenzato dalla neve. Numerose auto sono rimaste intrappolate sulle strade, e molte linee ferroviarie hanno subito ritardi o cancellazioni. Questa situazione ha richiesto un intervento massiccio da parte delle autorità, che hanno lavorato incessantemente per liberare le strade e garantire la sicurezza dei cittadini.

Durante questo periodo, sono state registrate alcune delle temperature più basse mai misurate in Italia e in Europa. Questi valori estremi hanno evidenziato la straordinarietà dell’evento e la sua natura eccezionale nel contesto climatico italiano. Si parla di valori anche di -25 gradi nelle pianure toscane, e persino fin circa i -30 gradi in Valle Padana.

Considerazioni Scientifiche

Dal punto di vista scientifico, l’evento del 1985 è stato analizzato per comprendere meglio i meccanismi che portano a tali fenomeni estremi. Studi meteorologici e climatologici hanno esaminato le cause, la frequenza e gli impatti di tali eventi, contribuendo alla conoscenza di come il clima e la meteorologia influenzino la società.