Gli inverni gelidi, nevosi e al tempo stesso terribili sembrano ormai non appartenere più al clima mediterraneo, il quale volge inesorabilmente ad riscaldamento sempre più evidente che allontana sempre più perturbazioni e ondate di freddo. Non a caso le condizioni meteo invernali degli ultimi anni sono spesso stabili e avare di neve, sia in pianura che in montagna.
Il terribile inverno 1946-1947
Questa tendenza davvero pesante, soprattutto per le colture, le montagne, i ghiacciai e i fiumi, è ormai consolidata da almeno due decenni, tanto che per scovare gli inverni terribili bisogna andare ancor più indietro nel tempo. Nel ‘900 di inverni clamorosamente freddi e nevosi se ne contano parecchi e certamente non sfugge il terribile inverno 1946-1947.
Dopoguerra da dimenticare
Nell’ormai lontano 1946, l’Italia e l’Europa stavano emergendo dalle ombre della Seconda Guerra Mondiale. Le cronache di quei giorni erano dominate da eventi di portata storica, relegando in secondo piano le vicende meteorologiche. In quell’anno si svolse l’Assemblea Costituente, si delineavano i contorni della nascente Repubblica Italiana, si teneva il significativo processo di Norimberga e persistevano le lotte partigiane; fame e miseria erano all’ordine del giorno.
Le condizioni meteorologiche avverse complicavano ulteriormente le difficoltà già presenti nell’approvvigionamento di cibo, combustibili e beni di prima necessità. In questo contesto, le pagine dei giornali iniziarono a dare spazio alle notizie relative al clima.
Dicembre 1946 gelido
Nell’ultima parte del 1946, un’imponente figura anticiclonica si collocava sul nord Europa, spingendo verso il nord Italia un flusso di aria polare. Questo portava a temperature eccezionalmente basse nel nordovest: il 22 dicembre, Torino segnava -12,3°C, Milano Linate -10,2°C. Il giorno della vigilia di Natale, un clima gelido avvolgeva tutta la Lombardia.
A Milano, l’Osservatorio di Brera, dopo aver registrato il 23 dicembre il valore più basso del mese con -7,2°C, annotava una nuova giornata di ghiaccio il giorno successivo. L’ondata di freddo, che inizialmente sembrava attenuarsi nei giorni successivi al Natale, riprendeva vigore all’inizio del nuovo anno.
Febbraio 1947 clamorosamente nevoso
Tra il 3 e il 4 febbraio 1947, una notevole nevicata colpì Milano, come registrato dall’Osservatorio di Milano Brera. In quel breve periodo, dal pomeriggio del 3 fino al pomeriggio del 4 febbraio, si accumularono ben 49 cm di neve, causando una significativa interruzione delle attività quotidiane nella città, sebbene verso sera si trasformasse in pioggia.
Questa abbondante precipitazione nevosa interessò gran parte del Nord Italia: a Como, Lecco, Pavia, Piacenza e Novara si registrarono accumuli di circa mezzo metro di neve, e persino a Genova si accumularono circa venti centimetri.
La super nevicata di Milano
Nel corso di tutto il mese di febbraio si contarono 20 giorni di gelo, 2 giorni di formazione di ghiaccio e un totale di 82,2 cm di neve a Milano, con ulteriori nevicate che si verificarono anche l’1, il 18 e il 28 del mese.
Il 3 gennaio, l’Osservatorio di Brera segnava una massima di soli -3,4°C; città lombarde e piemontesi erano avvolte dal ghiaccio, con trasporti e servizi interrotti. In campagna, l’Alessandrino registrava -17°C, e il fiume Tanaro gelava. A Torino, i termometri del centro radio dell’Aeritalia segnavano -13°C al mattino. Il nord Italia era in preda a un gelo asfissiante, con fiumi e canali ghiacciati.
Il gelo polare
Ecco alcuni valori rilevati dalle stazioni meteorologiche dell’epoca: Torino -14°C, Milano Brera -11°C, Venezia -11°C, Asiago -31°C, Genova -7°C, Padova -12°C, Vicenza -14°C, Trento -11°C, Bolzano e Belluno -18°C.
Con l’inizio di gennaio, le condizioni meteo mutarono rapidamente. L’8 gennaio, l’Osservatorio di Brera registrava ancora -10,5°C, ma le temperature iniziarono a risalire dai settori nord-occidentali, mentre dal Piemonte giungevano segnalazioni di intense nevicate nell’Alessandrino.
Il 9 gennaio, mentre ad Asiago lo scirocco portava la temperatura da -32°C a +2°C in 48 ore, l’alta Lombardia era colpita da abbondanti nevicate. Dopo un breve aumento termico, dal 23 gennaio un’altra ondata di gelo colpiva il nord Italia.
L’Osservatorio di Bergamo registrava -10°C il 24 gennaio, mentre dalla Val Brembana e dalla Val Seriana giungevano notizie di violente bufere di neve. A Campelli, Sondrio, la neve raggiungeva un metro e mezzo. Il 25 gennaio, tutta la Lombardia era interessata da nevicate: Milano registrava 15 cm di neve e temperature tra -6,2°C e -3,9°C.
Febbraio iniziava con il nord Italia ancora bloccato dalla neve e dal ghiaccio. La sera del 3, la neve investiva tutto il nord Italia: la neve cadde senza interruzione per oltre 24 ore su gran parte dell’alta Italia. Dalle varie zone della Lombardia, dal Veneto, dalle Marche, dalla Toscana e dalle regioni appenniniche le nevicate furono davvero abbondanti e persistenti.
Il resto di febbraio vide ulteriori nevicate e ondate di gelo colpire il nord, con un totale di 28 giorni di gelo in Lombardia e 117 cm di neve accumulati a Milano in 17 giorni.
Questo inverno del 1946-1947 fu un periodo difficile per un paese ancora provato dalla guerra, ma in procinto di vivere il boom economico degli anni successivi.