Comprendere le eruzioni vulcaniche sottomarine
Le eruzioni vulcaniche esplosive sulla terraferma generano flussi piroclastici composti da cenere calda e roccia. Quando questi flussi raggiungono l’oceano, possono causare dannosi tsunami, ondate e correnti di torbidità, rappresentando una minaccia per le infrastrutture sottomarine e gli ecosistemi marini. Nonostante la maggior parte dei vulcani della Terra si trovi sott’acqua, le eruzioni vulcaniche sottomarine esplosive rimangono poco comprese, limitando la conoscenza dei rischi che comportano.
Il caso dell’eruzione di Hunga del 2022
Nel 2022, l’eruzione del vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai ha innescato un flusso di detriti sottomarini veloce e distruttivo. Questo evento ha interrotto i cavi di telecomunicazione e ha rimodellato il fondale marino circostante. Le scoperte da questa eruzione sono tra i primi studi sul campo a documentare gli effetti di grandi volumi di materiale vulcanico rilasciato direttamente nell’oceano, offrendo nuove intuizioni sul comportamento e i pericoli associati ai vulcani sottomarini.
Risultati della ricerca sull’eruzione di Hunga
Michael Clare e i suoi colleghi hanno cercato di colmare questa lacuna di conoscenza analizzando i flussi vulcanoclastici sottomarini dell’eruzione di Hunga del 2022 a Tonga. Questo evento ha distrutto quasi 200 chilometri di vitali cavi di telecomunicazioni sottomarini. La ricerca del team ha combinato dati sul tempismo e l’estensione delle rotture dei cavi, indagini batimetriche, osservazioni dell’eruzione e campionamenti del nucleo roccioso.
Analisi dell’eruzione
La loro analisi ha rivelato che il materiale espulso durante l’eruzione di Hunga è crollato verticalmente e direttamente nell’oceano, formando un flusso di detriti sottomarini eccezionalmente veloce e altamente distruttivo. Secondo i loro risultati, la corrente di densità sottomarina ha viaggiato oltre 100 chilometri attraverso il fondale marino a velocità che raggiungevano fino a 122 chilometri all’ora. Inoltre, queste correnti vulcanoclastiche hanno drasticamente alterato il fondale marino attorno al vulcano Hunga, creando scavi e canali più profondi di 100 metri nel fondale marino.
Implicazioni per la valutazione del rischio futuro
“In definitiva, il vulcano Hunga sarà un caso di studio fondamentale per comprendere meglio il rischio che i vulcani sottomarini e di acque basse rappresentano per l’ambiente sottomarino e le infrastrutture critiche del fondale marino”, scrivono Rebecca Williams e Pete Rowley in una prospettiva correlata.