Il Mondo Ha Bisogno di un’ONU Globale per il Cambiamento Climatico
La necessità di un nuovo organismo ONU per il cambiamento climatico
Alcuni mesi fa ho proposto l’idea di un “Bretton Woods climatico”, un nuovo sistema di istituzioni in grado di affrontare con maggiore efficacia e rapidità la sfida del cambiamento climatico. Le istituzioni create quasi 80 anni fa per ricostruire i sistemi economici non sono sufficientemente veloci per gestire questa emergenza. Tra le tre principali istituzioni che ho proposto, una “Organizzazione delle Nazioni Unite Globale per il Cambiamento Climatico” potrebbe raccogliere questa sfida.
• La necessità di un nuovo organismo ONU per il cambiamento climatico
• Perché abbiamo bisogno di un nuovo organismo?
• Esiste già un organismo ONU per il clima?
• Limitazioni e motivi per un nuovo organismo
• Coinvolgimento del settore privato
• Qualità, responsabilità e applicabilità dei mandati d’azione
• La necessità di “bastoni” più efficaci
Perché abbiamo bisogno di un nuovo organismo?
Esiste già un organismo ONU per il clima?
Esiste già un organismo delle Nazioni Unite focalizzato sul cambiamento climatico, la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), istituita nel 1994 e con una quasi universale adesione. Nonostante i progressi in termini di accordi e impegni, siamo ancora in ritardo nell’affrontare il cambiamento climatico. L’IPCC ha scoperto che c’è ancora più del 50% di probabilità che l’aumento della temperatura globale superi 1,5 gradi Celsius entro il 2040, evidenziando una grave lacuna nell’operato dell’UNFCCC: la capacità di trasformare il dialogo e gli impegni in azioni concrete.
Limitazioni e motivi per un nuovo organismo
Per ottenere azioni significative, una nuova istituzione dovrà superare tre aspetti che l’istituzione esistente non può. Il primo riguarda una presa di decisioni più rapida. I processi dell’UNFCCC sono stati lenti fin dall’inizio, basti pensare che l’organizzazione è stata istituita nel 1994 e solo 20 anni dopo abbiamo visto l’Accordo di Parigi. Questo tipo di tempistica non è sostenibile quando è necessario un cambiamento urgente. Inoltre, l’UNFCCC opera in un vuoto legale, poiché le COP non sono riuscite a concordare sulle sue Regole di Procedura, il che ha portato a decisioni prese per consenso, spesso interpretato come unanimità, permettendo a taluni paesi di bloccare o ritardare le decisioni.
Come migliorare l’UNFCCC?
Coinvolgimento del settore privato
Il secondo modo per migliorare l’UNFCCC è coinvolgere il settore privato nei processi formali. Meno del 20% delle prime 1.000 aziende mondiali ha fissato obiettivi basati sulla scienza per limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi Celsius e meno del 10% ha piani di transizione pubblici completi. Le politiche nazionali, come l’Inflation Reduction Act degli Stati Uniti, non possono risolvere da sole la crisi climatica. Il settore privato deve fare la sua parte nella lotta contro il cambiamento climatico, considerando che rappresenta quasi il 70% delle emissioni di gas serra globali.
Qualità, responsabilità e applicabilità dei mandati d’azione
Il terzo modo per migliorare l’UNFCCC è concentrarsi sulla qualità, responsabilità e applicabilità dei mandati d’azione. Siamo ora nel regime dell’Accordo di Parigi, che è legalmente vincolante ma si basa sul concetto di Contributi Nazionali Determinati, in cui i paesi possono impegnarsi in azioni volontarie. Questo ha comportato impegni non sufficientemente ambiziosi sulle questioni principali: emissioni e finanziamenti. Il processo dell’UNFCCC può solo monitorare la conformità e mobilitare una maggiore ambizione volontaria attraverso il processo di Valutazione Globale quinquennale.
La necessità di “bastoni” più efficaci
Il processo ha chiaramente bisogno di più “bastoni” nel suo arsenale rispetto a quelli di cui dispone l’UNFCCC, per mantenere il mondo sulla giusta traccia. Il più grande ostacolo all’applicazione di questi “bastoni” è la questione della sovranità. Tuttavia, dobbiamo ricordare che, nel caso di una questione esistenziale come il cambiamento climatico, che è in gran parte transfrontaliera, la comunità internazionale ha un ruolo che non può essere bloccato dall’invocazione della sovranità. Alcuni paesi non dovrebbero essere autorizzati a mettere a rischio la vita di tutti gli altri. La forma dei “bastoni” e le condizioni sotto cui vengono applicati possono variare a seconda delle circostanze, ma è una questione difficile da affrontare che deve essere sicuramente indirizzata, data l’urgenza.
