Il cambio dell’ora avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 Ottobre. Le lancette saranno da spostare indietro di un’ora alle ore 3 e questo consentirà di dormire un’ora in più. La fine di Ottobre porta via quindi l’ora legale per il ripristino dell’ora solare, sino a Marzo.

Continueremo a cambiare l’ora? Fra poco vi diamo la risposta. Il cambio dell’ora costituisce però sempre un “trauma”, almeno per molti. Il sole tramonterà prima e farà quindi buio presto, mentre si avrà più luce la mattina, prima che si accorcino ulteriormente le giornate sino all’inizio dell’inverno astronomico.
Il momento del cambio dell’ora comporta degli effetti collaterali non da poco, con aumento di irritabilità e stanchezza in molte persone. In genere si tratta di fastidi di breve durata prima di adattarsi al nuovo ritmo e in molti casi comporta anche un aumento dello stress.
Alcune ricerche hanno anche suggerito un legame tra il cambio dell’ora e un leggero aumento degli attacchi di cuore, in particolare nei giorni successivi al passaggio all’ora legale. Ciò potrebbe essere dovuto a una combinazione di disturbi del sonno e stress.
Cambio orario e decisioni ancora da prendere a livello europeo
Da tempo si dibatte sull’opportunità di abolire il cambio dell’ora. Questo tema è poi divenuto particolarmente importante già un anno fa, alla luce della crisi energetica e del caro bollette. Ora i prezzi dell’energia mordono un po’ meno, ma sono previsti nuovi aumenti sulla bolletta elettrica.
In sostanza, nei 7 mesi di ora legale si risparmia energia grazie all’ora di luce in più serale. Secondo i calcoli di Terna, il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi di energia per 370 milioni di kWh, circa 90 milioni di euro, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 140 mila famiglie.
Tanti si chiedono se sarà l’ultima volta che sposteremo indietro le lancette. Su questo non c’è ancora una decisione ufficiale per il futuro. Nel 2019 a livello europeo c’era stato il voto a favore della fine del cambio dell’ora a partire dal 2021. Questa scadenza è stata poi rinviata a data da destinarsi per l’emergenza Covid.
In ogni caso, non esiste un obbligo da parte dei paesi UE di optare per un orario o per l’altro. L’Italia su questo tema aveva scelto di mantenere lo status quo col doppio orario e quindi mantenendo il cambio dell’ora. Le nazioni del Nord Europa vorrebbero invece l’ora solare per tutti i 12 mesi dell’anno.