Meteo: LUGLIO mese ULTRA ESTREMO, ci siamo assuefatti?
• Un caldo estremo, pericoloso e dannoso
• Ci ha condizionato un caldo così estremo?
• Luglio 2023 ha riscritto la storia
Luglio 2023 è stato un mese dal meteo ultra estremo. Un mese fa, di questi tempi, stavamo parlando di caldo atroce. Un quadro che avrebbe realmente scritto una pagina di storia della climatologia italiana.
Un caldo estremo, pericoloso e dannoso
Si stava ragionando sulla possibilità che i termometri potessero superare realmente 45 gradi, ma con punte ben superiori. Il tutto si rivelò corretto, a dispetto di chi invece riteneva che quelle temperature non si sarebbero mai viste. Invece si sono viste eccome, addirittura siamo stati capaci di andare oltre quella soglia, sfiorando 50 gradi in Sicilia e in Sardegna.
Ci ha condizionato un caldo così estremo?
Chi ha vissuto quel caldo ha sicuramente una percezione differente delle attuali condizioni meteo. Nei prossimi giorni dovremo, ancora una volta, parlare certamente di un’ondata di caldo di forte intensità. A dispetto di ciò, le massime potranno localmente raggiungere punte di 37-38 gradi se non addirittura in qualche caso quota.
Capite bene che non si tratta di caldo normale , che invece è quello che abbiamo vissuto i giorni scorsi, ovvero nel momento in cui le temperature iniziavano a riprendersi dopo la sventagliata fredda di inizio mese.
Quelle dei prossimi giorni non saranno temperature normali o perlomeno non per la normalità a cui eravamo abituati, se poi parliamo della normalità del nuovo millennio beh allora probabilmente saranno temperature “normali”.
Luglio 2023 ha riscritto la storia
Di certo c’è che il mese folle di Luglio 2023, oltre ad aver riscritto la storia climatologia italiana (e non solo), ha cambiato la nostra percezione del caldo , .Come possiamo affermarlo? Semplice: perché se non avessimo avuto quelle temperature attualmente si starebbe parlando comunque di un’ondata di calore molto importante. E invece viene e verrà vista sicuramente come qualcosa di “poco più che sopra la media”. Insomma, stiamo facendo davvero la fine della cosiddetta “rana bollita”. Ci stiamo assuefando…
