Scoperta rivoluzionaria nell’ambito del calcolo quantistico
Introduzione
(METEOGIORNALE.IT) Ricercatori dell’Università del Michigan hanno scoperto come utilizzare le vibrazioni, solitamente un ostacolo nel calcolo quantistico, come strumento per stabilizzare gli stati quantici. Questa ricerca fornisce intuizioni su come controllare i fattori ambientali nei sistemi quantici e ha implicazioni per il progresso della tecnologia quantica.
Il problema delle vibrazioni nel calcolo quantistico
Il calcolo quantistico e le interferenze esterne
Quando i sistemi quantici, come quelli utilizzati nei computer quantici, operano nel mondo reale, possono perdere informazioni a causa delle vibrazioni meccaniche. Tuttavia, una nuova ricerca guidata dall’Università del Michigan mostra che una migliore comprensione dell’accoppiamento tra il sistema quantico e queste vibrazioni può essere utilizzata per mitigare la perdita. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, potrebbe aiutare a migliorare la progettazione dei computer quantici che aziende come IBM e Google stanno attualmente sviluppando.
Le vibrazioni come risorsa nel calcolo quantistico
Joe Kitzman, dottorando presso l’Università del Michigan, afferma che le eccitazioni vibrazionali possono realmente compromettere un processore quantico. Tuttavia, con la nuova ricerca pubblicata su Nature Communications, Kitzman e i suoi colleghi dimostrano che queste vibrazioni non devono necessariamente essere un ostacolo. Infatti, potrebbero beneficiare la tecnologia quantica. “Se riusciamo a capire come le vibrazioni si accoppiano con il nostro sistema, possiamo utilizzare ciò come risorsa e strumento per creare e stabilizzare alcuni tipi di stati quantici”, ha detto Kitzman.
Implicazioni e benefici per la tecnologia quantica
Il ruolo dei qubit nel calcolo quantistico
I risultati di questa ricerca possono aiutare a mitigare le informazioni perse dai bit quantici, o qubit. A differenza dei computer convenzionali che si basano su una logica binaria chiara, i qubit possono esistere in stati che sono simultaneamente sia zero che uno. Questa caratteristica dovrebbe dare ai computer quantici vantaggi preziosi rispetto ai computer convenzionali per certi problemi in una varietà di aree, tra cui scienza, finanza e sicurezza informatica.
Implicazioni future ed esperimenti
Oltre alle sue implicazioni per la tecnologia quantica, il rapporto del team guidato dall’Università del Michigan aiuta anche a preparare il terreno per futuri esperimenti per esplorare meglio i sistemi quantici in generale. Johannes Pollanen, titolare della cattedra di fisica Jerry Cowen presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università del Michigan, afferma: “Idealmente, vorresti separare il tuo sistema dall’ambiente, ma l’ambiente è sempre lì. È quasi come spazzatura con cui non vuoi avere a che fare, ma puoi imparare un sacco di cose interessanti sul mondo quantico quando lo fai”.
Sistemi quantici e tecnologie emergenti
Il ruolo dei qubit e dei risonatori nelle tecnologie emergenti
Per gli esperimenti guidati da Pollanen e Kitzman, il team ha costruito un sistema costituito da un qubit superconduttore e da quello che viene definito un risonatore ad onde acustiche di superficie. Questi qubit sono tra i più popolari tra le aziende che sviluppano computer quantici. I risonatori meccanici vengono utilizzati in molti dispositivi di comunicazione moderni, tra cui telefoni cellulari e apriporta per garage, e ora, gruppi come quello di Pollanen li stanno mettendo al lavoro nelle tecnologie quantistiche emergenti.
Comprensione e controllo dei sistemi quantici
I risonatori del team hanno permesso ai ricercatori di sintonizzare le vibrazioni sperimentate dai qubit e di capire come l’interazione meccanica tra i due influenzasse la fedeltà delle informazioni quantistiche. “Stiamo creando un sistema paradigmatico per capire come queste informazioni vengono mescolate”, ha detto Pollanen. “Abbiamo il controllo sull’ambiente, in questo caso, le vibrazioni meccaniche nel risonatore, così come sul qubit”.
Conclusione
La ricerca dell’Università del Michigan ha dimostrato come le vibrazioni, solitamente considerate un ostacolo nel calcolo quantistico, possano essere utilizzate come strumento per stabilizzare gli stati quantici. Questa scoperta potrebbe avere implicazioni significative per il progresso della tecnologia quantica, offrendo nuove prospettive per il controllo dei fattori ambientali nei sistemi quantici. (METEOGIORNALE.IT)

