La ragione, in campo METEO, non serve
Serve fare buone previsioni
Nel corso degli ultimi mesi, per non dire degli ultimi 5-6 mesi, avremmo potuto prenderci la ragione spesso e volentieri . Avremmo potuto esaltare la bontà delle nostre analisi meteo climatiche, infatti quanto avevamo previsto fin da febbraio si è puntualmente verificato.
Ricorderete che avevamo ipotizzato una primavera capricc iosa, in modo particolare dopo aver visto l’andazzo di marzo e aprile vi avevamo detto che le dinamiche atmosferiche avrebbero avuto un impatto decisamente più serio sul mese di maggio. Detto fatto, maggio è stato probabilmente uno (se non il più) dei mesi più piovosi degli ultimi cinquant’anni.
Poi, considerando quanto accaduto a maggio, avevamo ipotizzato strascichi importanti nel mese di giugno… Detto fatto, la prima metà di giugno non verrà ricordata certamente per il bel tempo. Verrà ricordata al contrario per i frequenti temporali ma soprattutto per i numerosi nubifragi che si sono abbattuti svariate regioni d’Italia.
Però negli ultimi 10 giorni avevamo posto l’accento sull’eventuale repentino cambiamento delle condizioni meteorologiche . Un cambiamento che si intravedeva all’orizzonte, prima con timidi segnali da parte dei modelli di previsione, poi con segnali più convincenti fino ad arrivare ad una previsione vera e propria.
Dalla prossima settimana avremo infatti un bel po’ di caldo, caldo anche in questo caso anomalo perché si tratterà subito della calura africana.
Alla luce di quanto scritto fino a questo momento avremmo potuto dirvi “abbiamo avuto ragione”. Peccato però che in campo meteo la ragione non serva a nulla. Poi per carità, c’è chi si gonfia come un pavone cercando di sbaragliare a tutti i costi la concorrenza ma non è questo il caso. Qui si cerca di trattare la meteorologia seriamente, qui si cerca ogni giorno di proporvi evoluzioni che poi possano effettivamente avere un riscontro nella realtà.
Il resto non ci riguarda, il resto dal nostro punto di vista sono soltanto chiacchiere assolutamente inutili.
