Carne sintetica: soluzione o problema?
• La domanda principale: è sicura?
• Pro e contro…dipende da come si coltiva!
• Grosse controindicazioni a livello di co2
Alcune settimane fa il Consiglio dei Ministri ha approvato lo stop alla produzione e commercializzazione di alimenti e mangimi sintetici in Italia . Ne sono nate polemiche da più fronti. Ovviamente non entriamo in dettagli politici.
Proviamo a capire invece come si ottiene la carne artificiale, quali sono i suoi possibili benefici, i pro, i contri e gli elementi di rapporto con i consumatori.
La coltivazione di tale tipologia di alimento deriva da un mix di svariate tecnologie sfruttate nell’ingegneria dei tessuti sintetici e biomedici. La produzione di carne coltivata in laboratorio inizia estraendo cellule staminali dai muscoli di animali adulti viventi. Un’operazione che si può tentare con innumerevoli specie, ma che fino ad adesso è stata sperimentata con bovini, maiali, tacchini, polli, anatre e pesci.
Le staminali estratte sono trasferite in un bioreattore, dove son fatte proliferare fino a raggiungere la concentrazione e la consistenza ottimale. Dopo la differenziazione, tali cellule iniziano a formare minuscole fibre dette miotubi , che continuano a crescere in tessuto muscolare. Ecco così che nasce la “bistecca artificiale”.
Il primo hamburger di carne sintetica ideato nella storia dell’umanità venne fatto a Londra, nel 2013: produrlo era costato oltre…375 mila euro! Un valore fuori scala, anche se in 10 anni tale costo è crollato, ma rimane particolarmente alto (9 mila euro al chilo). L’ente no-profit Good Food Institute (GFI) ha stabilito che se prendesse davvero piede nel Pianeta, il costo passerebbe a 2,30 euro al chilo nel 2030, addirittura molto meno della carne tradizionale!
La domanda principale: è sicura?
Rachel Mazac, Ricercatrice dell’Università di Helsinki esperta di cibo sostenibile e proteine alternative, sostiene che non siano né più né meno sicuri rispetto alla carne ottenuta in modo convenzionale.
Ma con un punto positivo. La carne artificiale non sarebbe così dipendente dall’uso di antibiotici, perché crescerebbe i condizioni sterili a partire da animali sani. Inoltre, eticamente sfrutterebbe molti meno animali, con minor quantità di gas serra emessi. Ma non mancano le critiche…
Dopo aver introdotto il metodo di lavorazione e i costi della carne sintetica, andiamo a vedere pregi e difetti.
Pro e contro…dipende da come si coltiva!
Le colture di cellule avrebbero un impatto enormemente minore sul consumo di suolo e delle acque. Ma c’è un grosso problema: il possibile inquinamento derivante dallo smaltimento del siero animale usato per la produzione in vitro. Se buttato in giro, è altamente tossico per gli organismi acquatici, oltre che per i suoli.
Ma non è tutto. Per esempio, se i pascoli fossero convertiti in colture intensive, l’impatto sui cambiamenti climatici sarebbe persino peggiore della carne normale! Non a caso, i pascoli permanenti catturano grandi quantità di carbonio nel suolo e la loro conversione rilascerebbe enormi quantità di carbonio in atmosfera.
E’ bene ricordare che l’allevamento di animali da carne è colpevole addirittura del 14,5% del totale di tutte le emissioni di gas a effetto serra climalteranti! Un numero tutt’altro che trascurabile. Infine, tali pratiche sfruttano circa il 20% delle terre emerse come pascolo e il 40% dei terreni coltivati per la produzione di mangimi. Praticamente metà del suolo disponibile in agricoltura.
Grosse controindicazioni a livello di co2
Uno studio del 2019, riportato anche da Focus, ha concluso che, in alcune circostanze, la produzione di carne in vitro, associata quasi esclusivamente a emissioni di CO2 climalteranti, potrebbe essere addirittura più impattante, di quella tradizionale! Come mai?
Anche se il metano ha un impatto sul global warming immediato 20 volte superiore all’anidride carbonica, esso si dissipa nel giro di 12-13 anni, mentre la CO2 si accumula e altera l’atmosfera per secoli.
Indubbi i benefici per gli esseri viventi, soprattutto dal punto di vista etico. Il processo ridurrebbe drasticamente la necessità di macellazione, perché basterebbe allevare pochi animali sani per fornire le cellule staminali necessarie. Quindi sarebbe un grande risparmio di…sofferenze e procreazione di bestiame.
