Seguici su Google

Si dice che la pazienza è la virtù dei forti beh, è proprio così. È un detto applicabile a tutti i campi della nostra vita, anche se spesso e volentieri si fa fatica ad essere pazienti. Anzi, se vogliamo dirla tutta quando si parla di condizioni meteo climatiche l’impazienza spesso e volentieri domina.

 

Purtroppo l’impazienza è ciò che porta a commettere errori di valutazione, spesso e volentieri errori marchiani. Già, teoricamente quando abbiamo a che fare con le previsioni meteo bisognerebbe essere totalmente distaccati per poter fornire valutazioni il più oggettive possibile.

 

Invece no, spesso e volentieri capita che chi fa questo lavoro sia anche un cosiddetto meteo appassionato. Essere meteo appassionati vuol dire amare visceralmente questa materia, soprattutto amare visceralmente quelli che vengono definiti estremi.

 

Si cerca la neve durante l’inverno, così come l’ondata di gelo, si cercano i temporali e le grandinate durante la stagione primaverile e in piena estate, si guarda con interesse al super caldo nel corso dell’estate così come alle piogge abbondanti durante l’autunno. Il fatto che negli ultimi decenni la normalità sia stata totalmente rivisitata rende ancora più complicato il nostro lavoro.

 

Perché certe condizioni meteorologiche non ci sono più o comunque si verificano molto di rado. Questo fa sì che si guardino i modelli di previsione cercando ciò che effettivamente manca. Peccato però che spesso e volentieri si tratta di desideri, non di previsione ed è per questo motivo che parliamo di impazienza.

 

Capite bene che la pazienza dovrebbe essere appunto una delle prerogative principali di un buon meteorologo. Noi dal canto nostro cercheremo e cerchiamo sempre e comunque di essere molto pazienti.

Seguici su Google