Incendi: un preziosissimo aiuto dagli oceani. Ecco di cosa si tratta

Incendi: un preziosissimo aiuto dagli oceani. Ecco di cosa si tratta

Gli incendi sono sempre più comuni. La quasi totalità di essi sono dolosi, spesso creati da mano criminali o di ditte senza scrupoli in accordo con Governi corrotti. Forse non tutti sanno che spediscono grosse quantità di carbonio negli oceani , utilizzando i fiumi come trasportatori.

Secondo uno studio dell’ Università britannica dell’East Anglia pubblicato su Nature Communications, gli oceani assorbirebbero circa un terzo della fuliggine (per intenderci: la classica polvere nera dettata dagli incendi ), un residuo destinato altrimenti a permanere molto a lungo nel suolo e a disintegrarsi piuttosto lentamente.

Quando queste polveri si depositano sul suolo, costituiscono una fonte di gas serra estremamente efficace , poiché si degradano con assoluta lentezza (anni e anni).

Finendo negli oceani, invece, impiegano un tempo un tempo 10 volte più lungo (dell’ordine di decine di millenni) per rilasciare delle emissioni inquinanti, con una percentuale assai ridotta.

Analizzata la percentuale di particolato carbonioso in 78 fiumi differenti, sparsi in tutti i continenti eccetto l’Antartide , gli esperti hanno stimato che ogni anno arrivino agli oceani, attraverso i fiumi, 18 milioni di tonnellate di fuliggine sciolta, prodotta dagli incendi.

Conoscere come questi residui si spostano attraverso le vie d’acqua sarà molto importante per calibrare i modelli meteo climatici in un mondo sempre più segnato da incendi su larga scala, favoriti specialmente dal riscaldamento globale.

Non tutti conoscono il fatto che le proiezioni sul cambiamento del clima mondiale tiene assai conto degli incendi. Più se ne formano e maggiore è il rilascio della CO2 in atmosfera.

Dallo studio emerge che i fiumi tropicali , ad esempio, trasportano agli oceani una quantità di fuliggine doppia rispetto a quelli delle regioni temperate. In futuro è necessario proteggere almeno il 30% degli oceani globali entro il 2030 , attraverso una rete globale di aree marine protette, sparse nel Mondo.