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I cambiamenti climatici stanno determinando uno sconquasso delle stagioni ormai divenute riconoscibili. In questi ultimi giorni abbiamo temperature sensibilmente sopra la media, ma siamo in attesa di una brusca diminuzione. Poi avremo nuovamente un periodo di alta pressione, e poi altra aria fredda che giungerà in Italia.

 

Stamattina abbiamo parlato della possibilità di avere delle nevicate sino alle quote basse in aprile, ciò si palesa a causa delle previsioni dei modelli matematici stagionali, in particolare quelli per il prossimo mese che prospettano criticità soprattutto con irruzioni di aria fredda e fasi di maltempo. Abbiamo osservato gli altri anni che in tal contesto si verificavano anche delle gelate nelle ore notturne. Tutto ciò avverrebbe in una condizione di avanzato risveglio vegetativo, e ciò lo potete osservare con i germogli sbucano dalle piante, già in questo periodo di marzo.

 

Le gelate di aprile procurano danni ingenti in ambito agricolo. Si calcola che soprattutto in Francia vengono danneggiate quantità notevoli di vitigni, mentre in Italia patiscono soprattutto i frutteti, ma non solo. Così che durante le ore notturne, nei periodi di forte gelo è divenuto consueto vedere falò accesi nei campi, e anche l’irrigazione che con la formazione di ghiaccio protegge le piante da temperatura sottozero.

 

Con i cambiamenti del clima ci si deve adeguare anche a questo, con metodi che vengono da lontano nei tempi passati.

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