Quale è il valore dei tempi di ritorno? Sono elementi di statistica per individuare entro quanto tempo un evento potrebbe manifestarsi. Succede in meteorologia, in climatologia, in geologia per i terremoti, per le eruzioni vulcaniche. Per dire, se fosse vero che i tempi di ritorno di un freddo in stile 1956 sono di circa trenta anni, non ci sarebbe stato il grande gelo, poco noto, ma furioso, del 1963. Tuttavia, rispettiamo anche la scienza che studia i tempi di ritorno, considerando che sono un valore non certo, alla fine, se no un nuovo 2012 lo avremo tra circa 20 anni, e chissà se ci sarà, poi.
La realtà dei fatti è che gli eventi meteo estremi succedono perché una serie di circostanze, e quindi parliamo di masse d’aria, lo consentono. Freddo come il 1956 potrebbe succedere perché il clima non è cambiato tanto come potrebbe essere tra 100 anni, che viste le previsioni, vedrebbe un Pianeta sotto uno sconquasso climatico.
REPORTAGE METEO E CLIMA
13 febbraio 1956: la relativa tregua sta per finire. Nonostante continui a nevicare su molte parti d’Italia e la stessa Roma sperimenti la quarta nevicata del mese, negli ultimi giorni non ci sono stati ulteriori ingressi di aria gelida da Nord o da Est, anzi, all’estremo meridione d’Italia, tra Sicilia e Calabria, le condizioni meteo, pur perturbate, hanno goduto di temperature abbastanza miti. Le nevicate hanno riguardato soprattutto le zone interne del Centro Italia, con qualche sconfinamento, anche di entità notevole, fin sulle coste; mentre al Nord si è avuto il consolidamento del freddo nei bassi strati, grazie anche al suolo innevato e al relativo forte irraggiamento notturno. Ma la terza e maggiore ondata di gelo è già alle porte.
Analisi meteo su scala europea
Al suolo, il minimo depressionario di 996 hPa che si trovava il giorno prima sulla Sicilia, si è spostato sulla Puglia. In Europa sono presenti altri due minimi, uno sulla Francia e uno di 992 hPa centrato sulla Moldavia.
In quota è presente una profondissima depressione sulla Germania, tanto che il livello di pressione di 500 hPa si trova a meno di 5080 metri di altezza, valore eccezionale, circa 400 metri sotto quello normale. A quella quota, sulla verticale di Francoforte, la temperatura misura -42°C.
Allo stesso livello di pressione, sulla verticale di Roma, corrispondente a circa 5160 metri di altezza, la temperatura è di -38°C.
Al livello di pressione di 850 hPa, l’isoterma -18°C sfiora il Nord-Est italiano, la -16°C arriva su Venezia, la -12°C su Livorno e la -8°C su Roma. Anche in Calabria e Sicilia, a questa quota che corrisponde a circa 1300 metri di altezza, si torna sotto zero.
Il maltempo è ancora principalmente presente al Centro-Sud, ma al Nord il gelo è intensissimo durante la notte. In Piemonte, che il giorno prima aveva visto abbassarsi molto le temperature nella media montagna (-22,5°C a Ulzio, -21,2°C a Ceresole Reale) le temperature precipitano sotto i -20°C in pianura: a Vercelli si registrano -22°C, a Torino Caselle -21,4°C, a Torino città (ufficio idrografico) -19°C, -20,2°C a Casale Monferrato.
Scendendo verso sud fa molto meno freddo, ma nevica sia a Roma che a Napoli…