Un’ondata di gelo si manifesta delle temperature che mettono a repentaglio la vita della fauna selvatica e causano danni alle colture agricole. In altre circostanze per il nostro clima, un evento di freddo sarebbe da intendere come ondata di freddo.
Quando si verifica un’ondata di gelo, le condizioni meteo cambiano repentinamente verso temperature che scendono di molti gradi sotto la media. In aree esposte sono accompagnate anche da vento forte. In Italia le maggiori ondate di gelo provengono dalla Siberia, ma tuttavia non sono trascurabili quelle che giungono dall’area polare attraverso la Russia settentrionale, dove si raffreddano a contatto con le terre emerse e innevate.
Nel 1956, poi nel 1963, come anche nel 1985 si ebbero delle ondate di gelo che procurano enormi disagi e danni. Congelarono anche diversi grossi corsi d’acqua, e iniziò a gelare la Laguna Veneta. Si dice spesso in Italia che non avremo mai più, a causa del riscaldamento climatico, ondate di gelo similari a quelle citate prima, ma la scienza non è concorde con ciò, in quanto sono proprio il divario termico e l’aumento della temperatura globale ad accrescere la forza di alcune ondate di gelo che si osservano nel Pianeta.
In questi ultimi anni abbiamo assistito a parecchie ondate di freddo tardive in Europa ed in Italia, con anomalie maggiori che d’inverno, queste hanno causato danni ingenti in ambito agricolo, essendosi manifestate dopo il risveglio vegetativo, in periodi come marzo, ma soprattutto tra aprile e maggio.
Le previsioni meteo a lungo termine intercettano la possibilità di eventi meteo così estremi, ma è necessario avvalersi di bollettini meteo sempre più aggiornati per conoscere con quale probabilità si manifesteranno tali fenomeni, oltre che l’intensità.
Ripercorrere il meteo del passato ci documenta quanto potrebbe far freddo in occasione di eventi meteo estremi di ondata di gelo. Eventi, ad oggi, ancora probabili durante questo inverno, ancor più se si tiene conto del forte riscaldamento della Stratosfera che è atteso, e che potrebbe alterare drasticamente la circolazione atmosferica del Vortice Polare.
REPORTAGE METEO E CLIMA
Il 9 febbraio 1956 è il giorno in cui arriva sull’Italia la seconda ondata di gelo.
Nevica a Roma
La neve fa la sua comparsa su molte città d’Italia. Già dalla mattina una vera e propria bufera di neve si abbatte su Roma ed altri centri della provincia, paralizzando il traffico stradale ed isolando interi quartieri. La neve ha tramutato il volto di Roma in quello di un’autentica città nordica.
Anche la situazione nei paesi vicini è molto grave: a Rocca di Papa sono caduti 50 cm di neve, a Frascati e Albano circa 30 cm. Un’abbondante nevicata è caduta pure ad Ostia.
Sempre a Roma, oltre mille persone sono ricorse alle cure ospedaliere per lesioni e fratture dovute alle cadute. Molte automobili sono, inoltre, rimaste bloccate in varie strade della città.
Analisi meteo su scala europea
Al livello di pressione di 500 hPa tutta l’Europa è interessata da una circolazione depressionaria che presenta due minimi: uno situato sulla Polonia; l’altro sulle Alpi Occidentali. Entrambi con un valore di 5120 gpm (l’altezza in metri in cui è presente il livello di pressione di 500 hPa).
I radiosondaggi misurano, sempre a 500 hPa, -33°C sulla verticale di Marsiglia, -41°C sulla Germania, -40°C su Parigi, e -35°C su Bordeaux.
Le correnti in quota cominciano a diventare sud-occidentali sulla nostra Penisola.
Al livello di pressione di 850 hPa, il nucleo principale dell’irruzione fredda, con isoterme di -20°C, si trova sull’Europa Centrale.
A causa dell’irruzione fredda, una vasta circolazione depressionaria si forma tra Baleari e Corsica. Al Nord Italia le isoterme oscillano tra -12°C e -18°C. L’isolterma -8°C taglia l’Italia Centrale, la 0°C la Calabria.
Al suolo permane l’influenza dell’Anticiclone Siberiano sull’Europa Settentrionale: un massimo di 1038 hPa sulla Finlandia si ricollega ad un altro di 1037 hPa centrato ad ovest della Scozia.
Il fronte di irruzione dell’aria siberiana ha raggiunto la Corsica, provocandovi la formazione di una depressione di 995 hPa.
Un’altra depressione di uguale valore barico è centrata sull’Algeria, facendo sì che tutto il Mediterraneo Centrale sia interessato da una zona di instabilità.
La depressione sulla Corsica, interagendo con l’aria freddissima di origine artica, causa estese nevicate un po’ in tutta Italia…