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I grandi inverni del passato possono ripetersi? Ad esempio, nel 1837-1838, un’ondata di gelo si estese nel nord dell’Europa, con le temperature scese all’inverosimile a Berlino.

Anche nell’inverno del 1840-1841, un’altra ondata di gelo colpì l’Europa occidentale e portò le temperature diffuse di -20, °C nel nord della Francia. Un altro esempio è la famosa ondata di gelo del 1985, poi quella 1986, ben documentata in Italia, durante la quale le temperature scesero fino a -20 °C, e di cui vi abbiamo parlato di recente (REPORTAGE METEO E CLIMA) .

Tutte queste ondate di grande gelo indicano che grandi inverni del passato possono ripetersi e che è necessario conoscere le tendenze meteorologiche del passato per prevedere le condizioni atmosferiche future.

 

Il 5 febbraio 1956 l’ondata di gelo e neve continua senza sosta a imperversare sull’Italia e gran parte del continente europeo, ma, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, fa leggermente meno freddo rispetto ai primissimi giorni del mese e anche le nevicate si vanno attenuando al Centro-Sud e sono del tutto cessate al Nord Italia.

 

Analisi Meteorologica

Al suolo permane un massimo anticiclonico di 1036 hPa sulla Gran Bretagna, con un lembo di 1032 hPa sulla Scandinavia, dove, nelle zone interne, si toccano temperature di -36°C.

Un debole fronte perturbato si estende dal Baltico alla Francia, ove porta aria più mite di origine atlantica (Parigi tocca i +6°C, Londra +10°C).

L’Anticiclone russo si ritira ancora più ad est degli Urali, lasciando spazio ad una relativa circolazione depressionaria.

Anche la depressione al suolo, per giorni posizionata a sud-est dell’Italia, si è spostata verso l’Egeo, interessando ancora, tuttavia, il nostro versante sud orientale.

 

Al livello di pressione di 500 hPa (circa 5400 metri) un forte flusso di correnti settentrionali impatta sulle Alpi, partendo dal Mar di Norvegia e terminando sulla Tunisia.

I venti da nord toccano i 160 kmh a 5400 metri di altezza in corrispondenza della Svizzera. Una vasta depressione fredda interessa, invece, la Russia Europea. Sulla verticale di Helsinki si misurano -40°C a 5160 metri di quota.

Cronaca Meteo del 5 febbraio 1956 in Italia

Con ostinata violenza il maltempo investe ancora il Centro e il Sud Italia.

Al Centro-Nord è tornato diffusamente il sole e l’ondata di freddo si è leggermente attenuata nelle ore diurne, mentre durante la notte si sono toccate ancora temperature rigidissime e decisamente fuori dal comune.

-30°C sono stati misurati sul Pian Rosà, sotto turbini di neve sollevati dal vento impetuoso.

 

A Milano giornata freddissima, alleviata tuttavia dal Sole nelle ore diurne, che ha fatto risalire il termometro ad una temperatura di poco sotto lo zero. Gli estremi termici sono stati di -8/-1°C.

 

Continua la fase gelida anche in Liguria e Piemonte. Genova è scesa per il quarto di giorno di fila a -4°C, la temperatura massima è risalita di un soffio sopra lo zero. A Torino le temperature sono da città scandinava: la minima è stata -14,5°C, la massima di -7°C!

 

A Venezia la Laguna è gelata, con uno strato di ghiaccio spesso 7-8 cm. La temperatura in città ha oscillato tra -5°C e +1°C.

Il Passo della Futa, lungo la strada statale che collega Bologna a Firenze, è stato liberato dalla neve e riaperto. La temperatura minima registrata all’aeroporto di Bologna è stata di -9,5°C, mentre in città di -6,5°C, con la massima di giornata che però non ha oltrepassato -3,2°C.

 

Al Centro Sud la situazione si è fatta drammatica.

Il maltempo continua ad imperversare su tutto l’Abruzzo e il Molise, con ostinata violenza più sulla costa che sull’interno. La temperatura si mantiene sempre rigidissima, Campo Imperatore raggiunge -20°C, L’Aquila -13,4°C.

L’Alto Sangro è di nuovo sotto la tormenta di neve e le temperature sono rigidissime, ovunque sotto i -10°C.

A Capracotta la neve è alta un metro e mezzo, e sbarra la porta delle case.

A Chieti continua a nevicare e la neve raggiunge i 100 cm di spessore. Nevica anche in tutta la provincia di Pescara e in quella di Teramo.

 

Anche Bari è sotto una coltre bianca di qualche centimetro.

Non sanno che il peggio deve ancora arrivare…

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