Meteo, il vero gelo storico in Italia. In esclusiva
I meteorologi stanno studiando la relazione tra i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi. Questo permette di capire come certi eventi possano essere influenzati dal cambiamento climatico . Ad esempio, alcune ricerche effettuate da vari gruppi di ricerca hanno mostrato che i cambiamenti climatici possono portare a giorni più caldi rispetto al passato.
Tuttavia, gli scienziati ritengono che la maggior parte delle volte gli eventi meteorologici estremi avranno una durata più breve rispetto al passato . Ciò è dovuto al fatto che la maggior parte degli eventi meteorologici estremi si verificherà in un breve lasso di tempo.
Credit, tesi originarie presso Nature. Ne parlano su www.lescienze.it e www.nationalgeographic.it
Che sia inteso, non vi stiamo annunciando un evento uguale o simile a quello del 1956 per i prossimi giorni , nel seguito troverete la cronaca di uno dei vari giorni, ma dalla descrizione di un evento meteo estremo, stiamo deducendo le potenzialità di un clima rigido in Italia.
REPORTAGE METEO E CLIMA. L’Italia è sotto la morsa del gelo da ormai una settimana e sulle regioni adriatiche le nevicate sono imponenti e tengono isolati centinaia di comuni o frazioni di collina e montagna.
Tuttavia, le cronache e le analisi dell’epoca non sono così apocalittiche come sarebbero ai giorni nostri se un evento, anche solo un poco somigliante a quello del febbraio 1956, accadesse.
Eppure, sappiamo che nella casistica della variabilità del clima , pur considerando il riscaldamento climatico in atto, il ripetersi di un tale fenomeno è un’opzione possibile .
Ma ora vi lasciamo all’analisi meteorologica apparsa sulla stampa di allora.
Analisi meteorologica dell’8 febbraio 1956
Il freddo non cesserà, per ora, ma sarà più umido e sopportabile
L’ondata di freddo che da una settimana si è abbattuta sull’Italia continuerà anche nei prossimi giorni, più o meno accentuata.
Avremo però un freddo umido, in quanto al di sopra dell’Aria Artica, sta scorrendo aria più umida proveniente dall’Atlantico Settentrionale, apportatrice di nuvole.
L’improvviso incrudimento dell’inverno dopo che i primi due mesi erano trascorsi piuttosto miti, va ricercato nella stazionarietà di una vasta area di alta pressione sulle regioni scandinave, che ha convogliato verso l’Europa Centrale prima, e l’Italia poi, una notevole quantità di aria artica.
Tale flusso freddo è stato favorito, inoltre, da una zona di basse pressioni sull’Italia, che attualmente si sono spostate verso l’Egeo ed il Mediterraneo orientale.
Tra la zona di alta e quella di bassa si è avuto un trasporto di aria gelida che, scendendo rapidamente verso sud, ha dato origine, oltre alla sensibile diminuzione della temperatura, ad un sostenuto e fastidioso vento di tramontana.
Tale recrudescenza dell’inverno nel suo ultimo periodo non deve meravigliare.
Le statistiche, infatti, mostrano numerosi esempi negli anni passati di vicende meteorologiche analoghe a quelle di quest’anno.
Vi è da ricordare, inoltre, che nella climatologia italiana le ondate di freddo più accentuate si verificano con maggiore frequenza proprio nel mese di Febbraio.
Bisogna ricordare che anche nel 1954 l’Europa e l’Italia furono sotto una coltre di neve, freddo e gelo.
Altri periodi di freddo, che allora furono definiti eccezionali, si ebbero a metà Gennaio 1953, ai primi di Dicembre del 1952.
Per quanto le notizie storiche non siano da considerarsi sempre esatte, in quanto i cronisti, nel determinare il carattere di un inverno, dovevano riferirsi agli inverni precedenti, ed erano perciò portati ad intensificare la valutazione degli effetti, riportiamo un buon numero di anni scelti a caso che ebbero inverni rigidi: 1929, 1911, 1893, 1891, 1888, 1854, 1841.
Antiche cronache riportano che nel 1895 il 10 Gennaio ed il 06 Febbraio furono freddissimi, in Italia, e che enormi furono i danni provocati dal gelo e dalla neve.
Nel 1803 gelò il porto di Livorno, negli inverni 1594, 1507 e 1503 gelò, come quest’anno, la Laguna Veneta.
