Meteo, il gelo del 1956. Quando tornerà. Cosa dice la scienza. La cronaca
Nell’Era moderna la meteorologia ha raggiunto un livello di qualità elevato che ci permette di osservare e ricostruire con precisione l’evoluzione dei grandi fenomeni meteo di estrema intensità. Questa qualità si riduce nella previsione di fenomeni localizzati, che per altro a volte possono essere molto violenti.
L’utilizzo delle tecnologie più avanzate consente una migliore comprensione della dinamica temporale e spaziale degli eventi atmosferici, ed è inoltre possibile utilizzare i dati storici per costruire modelli matematici sul clima che predicono il comportamento futuro del tempo .
E anche se alcune manifestazioni meteorologiche di estrema intensità non si ripresenteranno alla stessa entità nel futuro, sarà comunque possibile prevederne l’arrivo con largo anticipo .
Il freddo del 1956 avvenne non tanto perché il Riscaldamento del Pianeta era inferiore a quello attuale , bensì perché ampie cellule di alta e bassa pressione consentirono il travaso di masse d’aria gelida di origine siberiana e polare sull’Europa, che raggiunsero l’Italia, dove nel Mediterraneo, varie perturbazioni ammassarono sistemi perturbati che con le basse temperature furono causa di abbondanti e ripetute nevicate.
Per chi vive al Nord Italia, il 1956 fu povero di neve rispetto al resto del Paese, ma ci furono soprattutto temperature glaciali.
Il suolo innevato, varie notti serene, favorirono quel grande freddo semi stazionario. E ciò sfata anche talune teorie che intendono sottolineare che, ad esempio, nel Nord Italia, con febbraio si riducono le possibilità di avere freddo.
Fatto smentito dai fatti anche nel febbraio 2012. Mentre, febbraio è un mese particolarmente ideale, come pure parte di marzo, per ondate di freddo e nevicate nella Penisola e Isole Maggiori.
Un 1956 inteso come freddo , potrebbe tornare, ripetersi, come detto, non nella medesima esatta dinamica. L’avvento di meteo estremo freddo lo vediamo con le ondate di gelo che in varie parti del Pianeta si verificano determinando anche record di temperatura ultracentenarie.
Siamo all’ 8 febbraio 1956 e l’Italia è alla sua ottava giornata di gelo .
Il freddo si è mitigato su molte regioni, ma nel Sud il maltempo sta provocando danni gravissimi .
La tregua, anche al Nord, sta però per finire. Infatti, è in procinto di arrivare la seconda e più pesante ondata di gelo .
I primi sintomi del nuovo afflusso di aria artica si fanno sentire nel Nord-Est, dove si rivedono valori sotto i -20°C in montagna e Trieste scende a -6°C . Per il resto del Nord è una giornata di consolidamento del freddo e di attesa del prossimo tracollo termico che giungerà entro 48 ore .
Al Centro Sud, invece, proseguono le bufere di neve. Nella zona di Castel San Pietro , in provincia di Ascoli Piceno, la neve è alta 5 metri .
A Castelluccio di Norcia la neve ha raggiunto i due metri di altezza e la temperatura è scesa fino a -19°C . A Perugia si raggiunge la provvisoria temperatura minima del mese con -7,3°C.
Abbiamo spesso omesso Roma da queste cronache. Sulla capitale, in effetti, non succede granché nei primi 8 giorni del mese, trovandosi sottovento rispetto all’afflusso di aria fredda dai Balcani, ma l e temperature si mantengono molto rigide e la media di questi primi giorni del mese è di -0,7°C di minima e +4,1°C di massima . Il giorno 8 fa registrare estremi di -2°C e +2,8°C. Ma il piatto più succoso sta per arrivare .
In Abruzzo e Molise , tra la costa e la dorsale appenninica, si abbattono tormente di neve persino peggiori di quelle dei giorni precedenti .
A Chieti la neve è alta 1 metro . Sulle strade tra Francavilla ed Ortona automobili e camionisti sono rimasti bloccati. Nelle zone di alta montagna la neve ha raggiunto i tre metri di altezza.
La neve cade su tutta la provincia di Pescara , sul capoluogo la temperatura oscilla tra -2°C e +0,2°C.
La bufera di neve in provincia di Teramo ha assunto una violenza che non si ricordava da almeno 50 anni . Nel capoluogo la temperatura è oscillata tra -6,2°C e -3°C. A Campo Imperatore , nell’aquilano, è scesa fino a -21,6°C .
A Campobasso nevica per l’ottavo giorno di fila e la temperatura ha raggiunto -9,8°C.
Sulla Sila continuano le abbondanti nevicate e la temperatura a Camigliatello Silano oscilla tra -9°C e -10,8°C. A Serra San Bruno, a un’altitudine di 790 metri, si toccano -11,8°C. A Reggio Calabria si raggiunge il culmine del freddo e gli estremi termici di giornata sono di 1,2/5,3°C.
In Puglia i comuni di Locorotondo, Alberobello, Noci, Gioia del Colle, Martina Franca e Altamura sono isolati e la neve ha raggiunto i due metri di spessore .
Nevica ancora su parte della provincia di Foggia . In città la temperatura scende fino a -4,6°C ma almeno è tornato il sole. Anche a Bari , dove ha nevicato in cinque degli ultimi sei giorni , non nevica più ma la temperatura rimane molto rigida, oscillando tra 0°C e +3°C durante l’intera giornata.
In Sicilia la situazione resta critica . Senza interruzione la neve è caduta per tutta la notte su Palermo ed in modo particolare sulla periferia della città. Per il capoluogo è la giornata più fredda , gli estremi termici di giornata sono 0,2/5,2°C .
A Catania la temperatura scende a 0,6°C e in periferia, sulle prime pendici etnee, a -2,5°C. La temperatura massima non supera i +7°C. Per la città ionica si tratta di valori circa 10 gradi sotto la media.
Nevica su Marsala, Mazara del Vallo, Sciacca e Agrigento . Le situazioni più critiche si registrano nell’entroterra. Erice è completamente isolata. A Enna , dopo cinque giorni di nevicate, la neve ha raggiunto i 35 cm , paralizzando il traffico.
In Sicilia il peggio sta per passare, mezza Italia, invece, è solo all’antipasto…
