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Meteo, Gelo Febbraio: la fine dell’ondata di gelo prima del grande ritorno

Luca Martini di Luca Martini
28 Feb 2023 - 10:30
in Ad Premiere
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(METEOGIORNALE.IT) Meteo: il gelo tardivo di marzo è un fenomeno meteorologico comune in molte parti del mondo, in cui le temperature scendono improvvisamente sotto lo zero a fine inverno o inizio primavera. Questo può causare danni alle piante e alle colture che stanno già iniziando a germogliare, poiché le gelate possono uccidere i germogli e i fiori appena sbocciati.

Il gelo tardivo di marzo può essere causato da una serie di fattori, tra cui correnti fredde che provengono dal Polo Nord, una bassa pressione atmosferica che crea condizioni di stabilità, e un’elevata umidità che trattiene il calore vicino al suolo.

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Per prevenire i danni causati dal gelo tardivo di marzo, molti agricoltori coprono le colture con teli o utilizzano sistemi di irrigazione per mantenere il terreno caldo. Inoltre, possono anche prendere in considerazione l’utilizzo di varietà di piante resistenti al gelo o la semina in momenti diversi per evitare questo fenomeno.

In generale, il gelo tardivo di marzo rappresenta una sfida per gli agricoltori e può avere un impatto significativo sulla produzione agricola, ma con le giuste misure preventive, è possibile minimizzare i danni.

REPORTAGE METEO E CLIMA

23-29 febbraio 1956

L’ondata di gelo volge ormai al termine. Negli ultimi giorni al centro della fase più acuta del maltempo sono state Liguria e Alta Toscana, ma a partire dal 23 febbraio la situazione tende a un netto miglioramento anche in queste zone, con nevicate residue solo nell’entroterra.

Qualche nevicata interessa anche Abruzzo e Molise dove, nonostante la situazione in netto miglioramento, decine di paesi di montagna sono ancora isolati.

Un evento eccezionale si verifica in Umbria: il Lago Trasimeno, completamente ghiacciato, viene attraversato da un’automobile!

 

Analisi meteo su scala europea

La grande depressione che si è formata sul Nord Africa tende a spostarsi verso est in direzione dell’Italia. Di conseguenza cominciano ad attivarsi correnti meridionali che risalgono lo “stivale” e, lentamente, erodono sempre più il freddo preesistente nei bassi strati.

Nel frattempo, l’anticiclone russo-siberiano si ritira sempre più verso est e quello atlantico scende di latitudine posizionandosi sulla Gran Bretagna.

Il 26 febbraio la situazione in Europa è ormai completamente cambiata: dell’anticiclone russo non c’è più traccia, mentre la ex-depressione africana è centrata sul Tirreno.

 

La situazione in Italia

A partire dal 25 febbraio, al Centro-Sud Italia si rinvigorisce il maltempo, ma questa volta associato a temperature ben più miti e la pioggia cade fino a quote di media o bassa montagna.

Il 26 febbraio, sotto i venti di scirocco, a Palermo la temperatura schizza a 23°C e temperature di oltre 15°C si registrano anche su Napoli e Cagliari.

 

Dal giorno 23 febbraio, a Roma la temperatura supera sempre i 10°C e l’ultimo giorno del mese le temperature salgono nettamente anche al Nord Italia, raggiungendo 19°C a Bolzano, 18°C ad Aosta e 16,8°C a Genova.

 

A Milano centro, dopo 24 notti di gelo consecutive, non gela più a partire dal 25 febbraio.

A Cagliari, a partire dal giorno 23, la temperatura massima supera sempre i 13°C, raggiungendo un picco di 17,2°C il 26 febbraio.

 

La pioggia e il disgelo, però, al Sud causano frane e allagamenti. Il 25 febbraio la situazione si fa critica nella Puglia settentrionale, dove esonda il fiume Ofanto a cavallo tra le province di Foggia e Bari.

Dal 27 febbraio la situazione peggiora di nuovo anche sulle regioni centrali adriatiche. Nuove nevicate interessano le zone interne di Abruzzo e Molise, ma ciò che preoccupa sono le piene dei fiumi dovute al disgelo in montagna e alle forti piogge a valle.

Il fiume Pescara esonda e le parti basse dell’omonima città vengono allagate. La situazione non è migliore nelle province di Teramo e Chieti.

Continua a piovere incessantemente anche in Puglia e la situazione è sempre critica tra le province di Foggia e Bari.

 

Ma, vi siete accorti? Piove, non nevica più, l’ondata di gelo finalmente archiviata. Non dappertutto, però, in Europa… (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: gelogelo 1956gelo recordmeteo milanometeo romaondata di freddo
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Luca Martini

Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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