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Beato chi professa certezze. Certezze meteo climatiche, certezze evolutive. Sì, perché non sono in pochi quelli che pensano di sapere tutto. Quelli che, letti un po’ di “papers” scientifici, pensano che ogni anno sia facile individuare un trend stagionale.

 

Invece no, non bisogna mai abbassare la guardia. Perché quello è il momento in cui il meteo ti punisce. Ti ricorda che prevederlo non è semplice, anzi è difficile. E’ un lavoro complesso azzeccare una previsione a 24 ore, figuriamoci azzeccare un trend stagionale. Chi ha la presunzione viene punito, c’è poco da fare.

 

Quest’anno ne è l’esempio calzante. Sì, proprio così, perché quando tutti dicevano che l’Anticiclone avrebbe preso il sopravvento, ecco le sorprese. Sorprese sino a un certo punto, perché proprio in questa sede si sottolineò come gennaio avrebbe potuto smuovere le acque. Prima con le perturbazioni polari, poi con l’Artico.

 

Qualcuno ricorderà che nei vari approfondimenti proposti sposammo la tesi dell’Artico fin da fine dicembre. Un matrimonio che ci portò critiche enormi, figuriamoci… Si parlava di caldo anomalo, si parlava di gente in spiaggia, si parlava di un Natale dal sapore primaverile. Quale folle avrebbe potuto avanzare un’ipotesi artica in quel periodo?

 

Bene, eppure se si conoscono un po’ di dinamiche atmosferiche – lasciando stare “papers” e quant’altro – c’erano dei segnali invernali incoraggianti. Segnali che pian piano si sono tramutati in indizi, poi nella prova. La prova che l’atmosfera fa un po’ quel che vuole, la prova che con l’atmosfera non si scherza affatto.

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