Ora o mai più. Sì, esatto, per l’Inverno è giunto il momento di dirci che se ne sarà di gennaio e febbraio. Mettiamoci anche marzo, non si sa mai… Ma che sia giunto il bivio stagionale è innegabile. Perché il Vortice Polare ci suggerisce qualcosa, mentre ai piani bassi gli scenari meteo climatici tardano ad allinearsi al diktat proveniente dall’alto.
Sì, proprio così, dalla stratosfera sta arrivando un condizionamento che rischia di far saltare i piani invernali. Se preferite, rischia di concretizzare quelle proiezioni modellistiche stagionali che volevano l’ennesimo Inverno mite, anticiclonico e privo di precipitazioni.
Purtroppo, inutile girarci attorno, il raffreddamento della stratosfera ha raggiunto livelli record. Ogni anno è sempre peggio, record su record. C’è chi sostiene che tali raffreddamenti servano per porre un freno alla fusione del ghiaccio artico e al recupero della superficie sciolta nel corso dell’Estate. Probabile che sia così, fatto sta che il condizionamento climatico stagionale si fa sentire. Pesantemente.
Stratosfera fredda significa Vortice Polare forte, anzi fortissimo. Quindi gelo concentrato ad alte latitudini, mentre alle nostre latitudini è più facile osservare campi anticiclonici persistenti. Spesso e volentieri tali strutture anticicloniche si avvalgono dell’aria caldo umida di matrice subtropicale.
Fatto sta che ci siamo, stiamo per avere le risposte che cerchiamo. Ben presto sapremo se l’Inverno riuscirà a ritagliarsi qualche piccola parentesi, oppure se dovrà ancora una volta abdicare pagando il conto salatissimo delle dinamiche stratosferiche. Diciamo che l’ago della bilancia sembra pendere pesantemente verso le proiezioni stagionali, quindi in direzione dell’Alta Pressione e delle temperature superiori alle medie stagionali.
Diciamo che se così fosse ne avremmo piene le tasche, perché poi si rischia che certi episodi avvengano in Primavera inoltrata, che la neve cada quando non deve, che la pioggia scenda violenta, che le grandinate anticipino i tempi, che l’Estate sia la più rovente di sempre. Insomma, non siamo messi per niente bene.