Si fa un gran parlare del “rischio Anticiclone” d’inizio febbraio. E se fosse? Non vorrebbe dire nulla. Non se la durata fosse normale. Perché anche tali condizioni meteo climatiche fanno parte dell’Inverno, piaccia o non piaccia.
Ma chi ha la certezza che l’eventuale – il condizionale è d’obbligo – rimonta anticiclonica possa durare più di 3-4 giorni? Beh, se c’è qualcuno che ha tale certezza beato lui. Con l’incertezza modellistica attuale crediamo sia normale nutrire dei dubbi.
Peraltro, sappiate, per poter sperare in dinamiche invernali più incisive dovremo passare per l’Alta Pressione. Alta Pressione che, lo ricordiamo, avrebbe modo di espandersi sui paralleli in seguito al ricompattamento del Vortice Polare. Tutto finito? Inverno al capolinea? Uff, dobbiamo ripeterci: no.
Potrebbe trattarsi di una manovra complessa, magari un pochino lunga come tempistiche, ma tale ricompattamento del Vortice Polare potrebbe tornare molto utile. Perché nel frattempo dalla troposfera partirebbero altri riscaldamenti in grado di spingersi in stratosfera, indi per cui ci aspettiamo un nuovo consistente indebolimento del Vortice stesso.
Tali dinamiche potrebbero sfociare in un lungo blocco anticiclonico, disteso dalle Azzorre alla Russia occidentale. Sapete che vuol dire? Che un blocco di quella fattura dirotterebbe masse d’aria gelida – provenienti dalla Siberia e definite “continentali” – verso l’Europa. Nel cuore d’Europa.
Sì, ma arriverebbe anche in Italia? Dipenderà, com’è giusto che sia, dall’inclinazione del blocco e dalla traiettoria dell’aria gelida. Ma visto e considerato che quest’anno il Mediterraneo sembra rappresentare l’obbiettivo prediletto delle irruzioni le probabilità che il gelo possa coinvolgerci sono alte.
Spazio all’Inverno quindi, anche in presenza dell’Alta Pressione. Perché Alta Pressione non significa necessariamente Inverno finito, togliamoci dalla testa questa idea.