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      Home » Meteo di Gennaio: Burian, squarcio nel Polar Vortex, il vortice si spezzerà in due
      Meteo News

      Meteo di Gennaio: Burian, squarcio nel Polar Vortex, il vortice si spezzerà in due

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 27/12/2022
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      6 Min Lettura
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      Meteo Stratosfera. Il Vortice Polare che si va rinforzando e rischia nuove insidie con la sua rottura. La palla d’aria gelida e rarefatta di masse d’aria in Stratosfera viene indicata subire un forte riscaldamento entro la prima decade di Gennaio 2023.

       

      Le attuali previsioni dei modelli matematici prevedono un evento di riscaldamento pari a +6 sigma nella Stratosfera polare entro l’inizio di gennaio. Gennaio 2023 potrebbe invertire la rotta di questi ultimi anni con un evento di gelo che potrebbe irrompere in Europa.

       

      Che cosa vuol dire esattamente ciò che è stato previsto dai modelli matematici? Ebbene, il riscaldamento repentino intenso della Stratosfera, chiamato Strat Warming, nei giorni successivi tende a manifestare un’influenza anche negli strati sottostanti a questo strato dell’atmosfera, e quindi parliamo di Troposfera, ovvero quella sorta di strato atmosferico dove si verificano i fenomeni meteo.

      Senza addentrarci in discorsi complessi, il tutto andrebbe a modificare le correnti atmosferiche generali, che potrebbero invertire la rotta, e anziché soffiare da occidente verso oriente, spingere masse d’aria da est verso ovest che in Europa e trascinarvi il grande gelo.

      Ma la previsione di grande gelo in Europa è sempre di una complessità che ancora ad oggi, il super modelli matematici che vengono elaborati da computer modernissimi, non riescono definire se circa dieci giorni prima dell’evento meteo. Ci sono dei fenomeni precursori come quello del riscaldamento della Stratosfera, ma sono qualcosa di ben differente rispetto a una previsione meteo puntuale. Infatti, il riscaldamento repentino della Stratosfera generate le alterazioni del Vortice Polare stratosferico, che, come dice il nome, è in Stratosfera. Pertanto, a seguito di una serie di dinamiche complesse il tutto va a generare un’alterazione delle correnti atmosferiche a più bassa quota, inducendole gelide masse d’aria che stazionano in Siberia raggiungere l’Europa centro occidentale e anche l’Italia.

      In concomitanza con ciò, altri indici di comportamento potrebbero influenzare le condizioni meteo di quel periodo, perché sono previste condizioni favorevoli a far transitare nel Mar Mediterraneo centro occidentale (Italia, quindi) delle perturbazioni associate a profonde aree di bassa pressione.

       

      Il tutto andrebbe a generare uno sconquasso completo rispetto alle condizioni atmosferiche attuali, dove abbiamo un fortissimo anticiclone associato masse d’aria molto calda, che tra l’altro avranno ancora almeno una settimana di vita, nonostante dei flebili disturbi, accompagnandoci poi ad una fase che tenderà probabilmente ad essere più fredda, con il rischio che diventi anche gelida.

       

      Un riscaldamento della Stratosfera come quello prospettato è avvenuto negli ultimi anni alla fine dell’inverno e a prodotto tardive ondate di freddo. Freddo che è giunto in piena primavera, con gelate e condizioni di meteo invernale fuori stagione. Il tutto ha procurato anche danni soprattutto in ambito agricolo.

      Se quest’anno tutto ciò fosse confermato nel corso della prima decade di gennaio, il Vortice Polare andrebbe in tilt proprio quando saremo nel periodo più freddo dell’anno, quindi in pieno inverno, nel periodo più idoneo dell’anno, perché è d’inverno che dovrebbe far freddo e non di certo nel fuori stagione.

       

      Ma per avere il Burian, ovvero il freddo gelido che viene dalla Siberia in Italia, sono necessarie svariate condizioni e coincidenze. Tutto ciò, in negli ultimi decenni è divenuto più raro rispetto al passato, quando questi fenomeni erano frequenti e peraltro anche duraturi.

       

      Se da una parte c’è l’influenza del cambiamento climatico, dall’altra le fluttuazioni del clima che sono quelle che poi hanno favorito le ondate di gelo negli Stati Uniti d’America, ma altre ondate di freddo e neve che abbiamo viste in tutto il nostro Emisfero, e durante l’inverno australe del sud America, in Sudafrica e Australia. Il tutto nonostante i cambiamenti del clima. Ma non solo, sono proprio i cambiamenti del clima che accentuano l’intensità dei fenomeni meteo, che eventualmente possono essere più rarefatti nel tempo, ma più frequentemente e intensi.

       

      E di questo ne sanno qualcosa le aree più esposte del nostro Pianeta ai fenomeni meteo invernali estremi. Ma anche noi ben più di qualcosa lo viviamo d’estate, quando si susseguono ricorrenti e snervanti ondate di calore.

       

      I cambiamenti meteo climatici sballano l’andamento stagionale, creano grosse complicazioni durante le previsioni meteo, ma con i nuovi supercomputer si riescono a individuare quei segnali che in passato non potevano essere rilevati.

       

      Questo articolo ha descritto non le previsioni meteo puntuali giorno per giorno per località, la cui affidabilità massima si ottiene entro cinque giorni, ma ha esposto una serie di eventi complessi in libera atmosfera che poi danno luogo a fenomeni meteo estremamente rigidi, ed estremi, anche in Europa e in Italia, non solo nel Nord America, dove gli eccessi sono da sempre maggiori dei nostri.

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      TAG:burianpolar vortexvortice polare
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