Polo Nord, buco nero visto dal Satellite. Le cause. Video meteo
Mentre in Europa tornano temperature ancor più superiori alla media per l’influenza dell’Alta Pressione africana, nelle regioni polari cambia tutto ed inizia un nuovo ciclo meteo climatico.
Ad iniziare dal Polo Nord , con l’Equinozio di Autunno il Polo Nord è piombato nel buio che durerà sei mesi.
Osservato da satellite, vediamo il buco nero della notte. Questo tende ad allargarsi gradualmente, giorno dopo giorno sino a raggiungere al Solstizio d’Inverno il Circolo Polare Artico .
Quel buco nero rappresenta un’area che tenderà a raffreddarsi giorno dopo giorno per la mancanza di sole, e sancisce il rinforzo di tutte delle condizioni meteo climatiche invernali . La temperatura crolla giorno dopo giorno, e le oscillazioni termiche sono regolate dalle correnti che giungono da sud. E mentre il vento soffia da meridione, l’aria fredda si trascina verso sud generando ondate di freddo.
In quest’area si forma un’area di alta pressione al suolo derivante, anche e soprattutto, dal raffreddamento dell’aria. Eppure, in quota a cominciare dalla Stratosfera si forma un Vortice, il noto Vortice Polare che giorno dopo giorno dovrebbe rinforzarsi. Questa bassa pressione si espande alle quote inferiori, favorendo la formazione di tempeste che poi andranno raggiungere anche le medie latitudini, irrompendo con irruzioni di aria artica.
A questo punto il Vortice Polare diventa protagonista di quello che viene definito semestre freddo , raggiungendo gradualmente latitudini sempre più meridionali. La massima intensità del Vortice Polare generalmente viene raggiunta già a gennaio quando inizia la fase propizia a quelli che vengono detti split polari o migrazione di anse verso sud, che fanno perdere forza temporaneamente al ciclone in quota.
Quest’area del Pianeta regola l’andamento dell’inverno , che viene anche influenzato da numerose altre manifestazioni di fenomeni nel nostro Globo.
Col buio, la banchisa polare congela rapidamente , generando un continente galleggiante di ghiaccio marino. Quel ghiaccio che sempre più spesso durante la stagione estiva diventa meno spesso ed esteso a causa dei cambiamenti climatici.
Il ghiaccio genera soprattutto freddo, ed ecco che la vasta banchisa polare alimenta il meteo rigido invernale assieme alle diverse aree innevate e gelate delle alte latitudini di Asia e Nord America.
