Seguici su Google

 

La siccità non è finita, le piogge che si sono abbattute soprattutto nel mese di agosto, in particolare dopo Ferragosto, sono state distribuite con estrema irregolarità, così alcune aree hanno ricevuto un surplus di pioggia rispetto alla media, mentre altre molto meno. Peraltro, le precipitazioni inferiori alla media hanno interessato in particolare la regione alpina e prealpina, dove durante la stagione estiva si dovrebbe manifestare un picco massimo di piovosità, peraltro decisamente notevole.

 

Invece, nelle Alpi e le Prealpi le piogge sono state decisamente sotto la norma, ciò ovviamente in linee generali, anche da queste parti, taluni nubifragi hanno arrecato ingenti precisazioni. E un indicatore naturale dello stato di siccità lo dimostra anche la portata del grande fiume, il Po che è attualmente molto sotto la soglia rispetto a quello che dovrebbe esserci in questo periodo dell’anno.

 

Ma siccome il passato è passato, a noi serve capire quanto pioverà ragionevolmente in settembre e nella prima parte di ottobre. Ci stiamo addentrando in quella che è la stagione autunnale dove vedremo estendersi le aree con precipitazioni dal Nord Italia verso tutto il Paese.

 

Le anomalie climatiche delle precipitazioni si sono avute tutta l’estate. Infatti, piogge abbondanti si sono verificate nell’estremo Sud Italia e la Sicilia, anche se in modo irregolare, con una distribuzione caotica, spesso definita a macchia di leopardo. Complessivamente su buona parte di queste aree è piovuto ben più rispetto alla media.

 

Ma a noi ora è più utile fare una proiezione climatica in linee generali, con qualche focus per macro-regione. Le previsioni a lungo termine sono meno affidabili rispetto a quelle a brevissimo, in genere ci forniscono dei dati che poi gradualmente saranno rielaborati dai modelli matematici a più alta risoluzione. Abbiamo notato che i modelli matematici che vanno a lungo termine, nonché quelli stagionali, stanno acquisendo sempre più una maggiore affidabilità. Talvolta ci troviamo di fronte previsioni a breve termine meno efficaci in affidabilità rispetto a quelle a lunghissimo termine, anche perché da queste che sono ad alta risoluzione ci aspettiamo informazioni molto dettagliate e puntuali e specifiche anche per località, mentre su quelle a lunghissimo termine l’evoluzione viene discussa sulla base dei dati in linee generali e per ampie aree geografiche.

Piogge previste per un periodo di 2 settimane.
Piogge previste per un periodo sino al 21 ottobre.

In linee generali vediamo una ripresa considerevole delle piogge, soprattutto sulle regioni settentrionali, segnatamente a questo punto nella regione alpina e prealpina, e poi l’area tirrenica verso anche l’entroterra, spingendosi sino alla Appennino esposto al verso il Mar Tirreno. Dovrebbe piovere in tutta Italia, quindi anche nelle regioni adriatiche, il Sud Italia, la Sicilia e la Sardegna.

 

Tuttavia, le precipitazioni dovrebbero essere originate da un flusso di correnti tendenzialmente occidentale, che trascineranno dei fronti talvolta perturbati, ma più spesso di instabilità atmosferica, con la tendenza a manifestare precipitazioni non continue, ma distribuite ancora con irregolarità, anche se probabilmente più estese e durature rispetto a quanto è avvenuto ad agosto. Ciò vuol dire che saremo sulla buona strada verso una colmamento della siccità che attanaglia l’Italia da tanto tempo ormai.

 

Abbiamo anche osservato le proiezioni stagionali per tutto l’autunno e anche l’inverno, e le notizie sono discretamente buone per le precipitazioni, con delle novità pessima sulla temperatura in considerazione della situazione di allerta per il costo del gas e dell’energia elettrica.

 

La pioggia cadrà abbondante con accumuli che in due settimane potrebbero superare anche 200 mm in ampie aree della regione alpina, i 100 mm su settore settentrionale della Pianura Padana, ovvero a nord del Po, quindi un po’ meno a sud del grande fiume, mentre pioverà abbondantemente in Liguria. Precipitazioni più sparse altrove ma più abbondanti in Appennino.

 

Ma dobbiamo sottolineare che il mare caldo del Mediterraneo produrrà dei temporali marittimi, e questi si abbatteranno anche nelle aree costiere pre-costiere, e in queste zone potrebbe piovere parecchio, ma in brevissimo tempo.

 

Invece con proiezioni a più lungo termine, sino a metà ottobre, la scala previsionale è più ampia, tali modelli matematici non recepiscono a sufficienza l’effetto del calore rilasciato dal Mar Mediterraneo. In tale contesto, possiamo solo dedurre che si formeranno ancora molti temporali marittimi, ancor più rispetto alle prime due settimane di previsione. E considerando le acque calde del Mediterraneo, ci attendiamo temporali marittimi di forte intensità fin sino al oltre metà ottobre.

 

La temperatura del mare è molto elevata, non ci sono in previsione ondate di freddo precoce, e con le infiltrazioni di aria umida oceanica avremo parecchia instabilità atmosferica che sarà estremamente esaltata dal Mediterraneo. A questo punto dovremmo attenderci anche la possibilità del rischio di eventi alluvionali in alcune aree esposte.

 

L’Italia è un territorio ad alto rischio alluvionale su ampie aree, e questo spesso lo dimentichiamo quando non piove. Le piogge intense causano dissesto idrogeologico, allagamenti, piene di fiumi e torrenti. In alcune zone interessate da queste precipitazioni torrenziali sorgono anche delle grandi città.

 

Insomma, ora come ora, vediamo meteo parecchio estremo per il futuro, e piogge anche più intense rispetto alla media.

Seguici su Google