NOAA dichiara che La Niña sarà più forte nell'Inverno 2022-23. Scatena il dibattito degli esperti meteo mondiali

NOAA dichiara che La Niña sarà più forte nell'Inverno 2022-23. Scatena il dibattito degli esperti meteo mondiali

C’è la possibilità di avere maggiori ondate di freddo in tutto l’Emisfero, ma non possiamo sapere se queste interesseranno l’Italia, ma le probabilità sono maggiori rispetto agli ultimi 10 anni.

Da qualche tempo abbiamo iniziato ad indicare l’evoluzione di La Niña . Un fenomeno molto rilevante per avere tracce del clima invernale . Questo approfondimento fa seguito ad altri dove abbiamo affrontato varie tematiche su La Niña.

Ebbene, sono due i fattori meteorologici che influenzano le condizioni bendisposte o meno per le cadute di neve in Italia , dove le aree principalmente esposte, d’inverno sono i maggiori rilievi e le Alpi.

I fattori meteorologici sono El Niño e La Niña . Questi non sono causa del gelo russo di cui l’Europa può essere influenzata, però non escludono l’ancor più marcata irruenza di altri fattori come il Vortice Polare ed il riscaldamento stratosferico (Strat Warming).

Le strutture El Niño e La Niña sono nettamente diverse o meglio modelli climatici opposti . Le previsioni meteo climatica per l’inverno 2022-2023 confermano La Niña , ma con una sua progressiva attenuazione, così parrebbe, da gennaio 2023.

La Niña causa temperature dell’acqua in una vasta area dell’Oceano Pacifico centrale (intorno all’Equatore) al di sotto della norma. Queste temperature dell’acqua influenzano i modelli meteorologici globali, specialmente durante l’inverno in tutto il nostro Emisfero, ed in parte anche l’Europa e l’Italia.

In Europa l’influenza di El Niño e La Niña è maggiore sul clima invernale , e conoscere le loro dinamiche è importante perché fornisce una maggiore affidabilità nelle previsioni stagionali, in specie delle possibilità di caduta di neve . Molte persone e persino i meteorologi sono scettici sulle previsioni del tempo a lungo termine; soprattutto quando si pretende di prevedere quantità di neve o pioggia per la stagione fredda. Questo dubbio è generalmente giustificato, tranne forse durante un inverno è interessato da La Niña o anche a El Niño .

La Niña tende a organizzare la corrente a getto invernale in modo da favorire condizioni per nevicate abbondanti nelle Montagne Rocciose occidentali, ed in Europa i Pirenei e le Alpi , lo scrive il meteorologo Chris Tomer . La Niña provoca siccità in California, nel sud della Spagna, e limita la forza delle Correnti del Pacifico e dell’Oceano Atlantico alle basse latitudini, generando un clima invernale più asciutto e caldo del normale. Questo modello non è favorevole alle configurazioni per avere buone e normali precipitazioni su tali aree, di conseguenza, la siccità può aggravarsi.

In Europa, il Dottor Simon Lee annuncia una maggiore instabilità del Vortice Polare , e ciò si sovrappone agli effetti di La Niña , favorendo ondate di freddo e periodi nevosi d’inverno.

L’impatto di La Niña quando non è inverno

In assenza di La Niña (o El Niño), le previsioni per un intero inverno di solito sono meno affidabili. Tuttavia, quando La Niña (o El Niño) influenza i modelli meteorologici, i meteorologi con maggior probabilità possono fornire previsioni stagionali più affidabili osservando gli effetti delle passate stagioni di La Niña. In breve, La Niña ci offre una guida storica per prevedere il futuro, ma in Europa dobbiamo guardare anche altri fattori climatici.

L’impatto di La Niña l’inverno 2022-23

La Niña è stata la forza meteorologica dominante in ciascuno degli ultimi due inverni, ed è raro che La Nina faccia una tripletta. Eppure, il National Oceanic and Atmospheric (NOAA) prevede una terza La Niña consecutiva. Secondo il meteorologo Chris Tomer, le triple La Niña come questa sono rare , si sono verificate solo 3 volte negli ultimi 73 anni . Inoltre, Chris Tomer sottolinea le prime indicazioni prevedono che questo potrebbe essere il più forte dei tre recenti eventi La Niña . Quindi, avremmo un maggior effetto.

Il Multivariate ENSO Index (MEI), che è una misura dei modelli climatici di El Niño-Southern Oscillation , tiene conto di cinque diverse variabili e assegna un valore. Il valore MEI è attualmente il valore più forte (più freddo, negativo) dal 2010 . L’ultima previsione diffusa dal NOAA mostra un forte calo La Niña all’inizio del 2023.

La Niña e l’impatto sul futuro

Il professor David Dilley di Global Weather Oscillations , esperto di ricerca senior del GWO, afferma: possiamo aspettarci che i gravi focolai di freddo regionale dello scorso inverno, avvenuti sparsi in tutto il Mondo, nel prossimo inverno si espandano gradualmente e diventino più dominanti e durevoli durante i prossimi inverni. Uno dei primi segni di raffreddamento è iniziato durante l’inverno del 2020, afferma GWS, in alta quota, che si estende dall’Alaska attraverso il Canada centrale fino alla Groenlandia e l’Europa del Nord.

Indipendentemente dai modelli climatici globali, c’è una previsione garantita quasi al 100% per l’inverno con La Niña, ed in Europa una maggiore variabilità rispetto alla scorsa stagione del Vortice Polare. Insomma, ci sono le possibilità di avere un meteo invernale dal tempo più avverso anche in Italia. Ovviamente, qui non si parla di certezze, bensì di possibilità.