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La primavera 2022 sta regalando scenari meteo piuttosto bizzarri. Marzo è stato nel complesso un mese freddo, anche se in prevalenza secco. Aprile sta ora iniziando con un notevole colpo di coda invernale, che riporta la neve a quote estremamente basse.

La neve d'Aprile è spesso spettacolare
Bufere di neve primaverili fuori stagione

Che strana primavera che stiamo vivendo, ma è già successo. Possiamo infatti citare il 2001, che vide addirittura un anticipo d’estate a fine marzo e poi il grande freddo tardivo in pieno aprile, prima nel periodo di Pasqua e poi addirittura verso fine mese, nel weekend del 21/22 aprile 2001.

 

I ritorni di freddo sono una prerogativa della prima parte della primavera, la stagione degli sbalzi per eccellenza. Lo stiamo sperimentando anche quest’anno. Nell’ultima decade di marzo si sono avuti i primi tepori con venti dall’Africa, per cedere ora spazio ad una fase invernale per l’invasione d’aria artica.

 

Ciò che evidenziamo è per sottolineare che non sono certo così rari gli intensi colpi di coda invernali in pieno aprile. Quasi tutte le tardive e più intense ondate gelide d’aprile si sono verificate nelle prime due decadi del mese. Fra le situazioni di maggiore rilievo, va citata quella del 17-18 aprile 1991 con la neve al Nord.

Tra gelo e nevicate di grande portata nell’aprile del 2003

Resta però assolutamente di portata storica anche l’eccezionale ondata di freddo e neve del 7, 8 e 9 aprile 2003, quando l’Italia fu interessata da un’intensa irruzione artica, con la costa centro-meridionale adriatica che venne addirittura imbiancata.

Le anomalie termiche in quota a 1500 metri dal 7 al 9 aprile del 2003
Le anomalie termiche in quota a 1500 metri dal 7 al 9 aprile del 2003

La neve cadde fin sulla costa con accumulo soprattutto in Molise e Puglia, ma furono molto ingenti le nevicate anche in Appennino. Oltre a Bari e Termoli, persino città come Brindisi e Lecce furono colpite da fioccate del tutto insolite per il periodo.

 

Le temperature scesero in picchiata, con gelate diffuse e tardive che causarono gravi danni al settore agricolo. Al Nord le minime raggiunsero punte fino a -5 in pianura e anche meno, complici gli ampi rasserenamenti e l’effetto dell’aria continentale.

 

Il picco di gelo interessò gran parte dell’Europa Carpatico-Danubiana ed i Balcani (come evidente dalla mappa sopra delle anomalie termiche in quota a 850 hPa), a conferma di un grande episodio invernale. E dire che poi, poche settimane dopo, iniziava un lungo periodo caldo culminato nella rovente estate 2003.

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