TEMPESTE DI NEVE, Italia bersaglio dell'estremizzazione meteo. Le cause sono lontane

TEMPESTE DI NEVE, Italia bersaglio dell'estremizzazione meteo. Le cause sono lontane

Inverno clamoroso, si o no. Vediamo

Provate a immagine se a dicembre, di punto in bianco, l’Italia dovesse trovarsi nel bel mezzo di una tempesta di neve . Poi a gennaio e ancora a febbraio. Sarebbe un qualcosa di assurdo, un qualcosa che farebbe gridare al meteo impazzito, ai cambiamenti climatici devastanti.

Vi facciamo una domanda: potrebbe succedere? La risposta è sì, potrebbe accadere. Di nuovo, verrebbe da dire. Sì, perché in passato è successo, seppur vero che erano altre ere climatiche è accaduto. Avete presente il 1956? Quell’anno il mese di febbraio fu memorabile. Giorni e giorni di gelo, giorni e giorni di nevicate a bassissima quota.

Avete presente il 1985? Quell’anno crollò il Vortice Polare, pilotando aria gelida polare nel cuore del Mediterraneo. Si toccarono temperature folli, ovviamente basse, la neve cadde copiosa praticamente ovunque. In epoca un po’ più recente non possiamo non citare il 2012 . Anche in quell’occasione fu febbraio a riservarci il colpo di scena, fu febbraio a proporci nevicate tra le più intense della storia. Ricorderete, probabilmente, immagini di molte città adriatiche sepolte da oltre 1 metro di neve.

Stiamo parlando di eventi che hanno tempi di ritorno importanti , solitamente ultra ventennali se non addirittura ultra trentennali. A volte le tempistiche possono accorciarsi, altre volte allungarsi, di certo non possiamo escludere che nel prossimo inverno possano realizzarsi condizioni meteo climatiche insolite.

C’è chi parla di inverno mostruoso , c’è chi pensa già a un tracollo del Vortice Polare con tutti gli annessi e connessi. E’ presto per parlarne, diciamo che anche quest’anno potrebbe essere un Inverno dinamico, a tratti sorprendente, a tratti deludente. D’altronde stiamo vivendo un Autunno, piaccia o non piaccia, comunque dinamico e nel momento in cui l’atmosfera decide di mettersi di buona lena percorre determinati binari senza il minimo ripensamento.

Tempeste di neve, sì, potrebbe arrivare. Potrebbero arrivare nel cuore della stagione, tra gennaio e febbraio, momento in cui l’Anticiclone Russo-Siberiano potrebbe emettere un bel ruggito. Fantasia? No, ipotesi. Come tali andranno, ovviamente, supportate dai fatti. Le prossime settimane, in tal senso, potrebbero essere fondamentali per capire quali saranno le sorti del Vortice Polare.

L’alta pressione delle Azzorre tenderà a raggiungere l’Europa occidentale ricorrentemente, favorendo irruzioni di aria polare sull’Italia. E già con fine ottobre avremo un anticipo invernale, che però si annuncia ben più severo con novembre, quando avremo sempre più un meteo invernale.

Le proiezioni del Centro Meteo Europeo indicano per novembre ingenti piogge sull’Italia, soprattutto nei settori esposti alle correnti occidentali. Sono attesi accumuli notevolissimi soprattutto tra la Liguria, l’alta Toscana, il Lazio costiero, la Campania, la Basilicata tirrenica e la Calabria centro-settentrionale. In Sardegna l’area con maggiori precipitazioni dovrebbe essere quella del settore occidentale, in Sicilia quella del settore Nord.

È plausibile credere, perciò che nelle Alpi arriverà la neve , tantissima già da quote medie, ricoprendo probabilmente le piste sciistiche.

Ma sarà con l’inverno , e la variabilità prospettata dal Vortice Polare già in crisi, che darà avvio a condizioni climatiche fuori dalla media, con il plausibile, ma non certo, rischio di ondate di gelo e neve, alternate a periodi molto miti e asciutti.