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Scoperto un nuovo tipo di Aurora Boreale

Individuato per caso, ha dato avvio ad uno studio ben più approfondito.

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
20 Ago 2021 - 09:00
in Magazine
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aurora boreale
Aurora boreale

(METEOGIORNALE.IT) Da millenni, i cieli del Nord offrono spettacoli tra i più strabilianti dell’intero pianeta, ci riferiamo all’aurora boreale. È però anche doveroso chiarire che esiste l’aurora australe, ma è visibile quasi esclusivamente in terre disabitate del Polo Sud.

 

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Quando elettroni e protoni provenienti dalla superficie solare colpiscono gli strati più alti dell’atmosfera, interagendo con il campo magnetico terrestre, l’energia prodotta si manifesta in luce visibile. Il cielo stellato viene così squarciato dal magnifico gioco di luci danzanti che lascia tutti sorpresi.

 

La natura, si sa, è come un libro: proprio quando stai per giungere alla conclusione, ti accorgi che manca una pagina.

 

Anche in questo caso, quando il mistero sembrava svelato, il mondo naturale si diverte a celare nuove meraviglie, molte delle quali in realtà sono sempre state sotto i nostri occhi.

 

 

A portare alla luce una di esse è stato un gruppo di scienziati del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università dell’Iowa, grazie allo studio dell’aurora boreale di un filmato risalente a ben venti anni fa.

Mentre analizzavano il video girato il 15 marzo 2002 a Churchill (MB, Canada), i ricercatori hanno individuato qualcosa di nuovo, un fenomeno che in seguito hanno soprannominato “cancellatore di aurore diffuse” (“diffuse auroral eraser”, in inglese).

 

La nuova scoperta, proveniente direttamente dal passato, consiste niente meno che in un nuovo tipo di aurora boreale.

 

Di cosa si tratta esattamente? Come suggerisce il nome, il “cancellatore di aurore diffuse” interessa una sezione specifica dell’aurora boreale diffusa, che si illumina improvvisamente in un rapido bagliore, quasi fungendo da sfondo alle altre luci più vivide, per poi scomparire oscurando tutto il cielo per una decina di secondi. Trascorsi questi ultimi, l’intera aurora boreale diffusa riappare repentinamente.

La domanda che sorge spontanea è la stessa che Allison Jaynes, assistente professore e membro del team, si è porto: “la scoperta riguarda un comune fenomeno che è stato trascurato nel corso degli anni oppure un evento raro che avviene soltanto in determinate condizioni?”. La risposta sembra ancora essere un grande punto interrogativo.

Jaynes, tuttavia, è convinto che un’analisi più accurata del processo potrebbe far chiarezza sull’insorgenza di questo nuova misteriosa manifestazione delle luci nordiche.

 

Non sarebbe la prima volta che l’aurora boreale regala agli scienziati nuovi spettacoli mai visti prima, entusiasmanti ed altrettanto ignoti. Durante l’ultimo anno sono stati compiuti notevoli passi avanti nell’esplorazione di questo affascinante fenomeno.

Nel mese di agosto 2020, l’incontro tra un’aurora boreale ed un airglow, cioè una fievole emanazione luminosa dell’atmosfera ha prodotto un’immagine surreale che la Stazione Spaziale Internazionale è riuscita a fotografare.

Nello stesso anno, un gruppo di ricercatori finlandesi dell’Università di Helsinki ha individuato un nuovo raro evento boreale, le cosiddette “dune”, cioè delle increspature che probabilmente sono dovute alla presenza di regioni atmosferiche nelle quali si trova una maggiore densità di atomi di ossigeno.

Anni di studi, osservazioni ed esperimenti dimostrano quindi chiaramente quanto scienza e scoperta procedano di pari passo. Non c’è due senza tre. La dichiarazione di un ulteriore nuovo tipo di aurora boreale potrebbe presto svelare qualcosa di più sul fenomeno quasi mistico delle luci nordiche.

 

Ma veramente l’esplorazione si fermerà al tre? Oppure ancora una volta la natura ci stupirà lasciandoci in sospeso sul finale della storia? Il libro sull’aurora boreale è veramente completo o manca ancora qualche pagina da scoprire? (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aurora boreale
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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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