
(METEOGIORNALE.IT) Si sta assistendo negli ultimi tempi ad una rinvigorita corsa allo spazio, mai vista prima e con un entusiasmo paragonabile solo a quello della fine degli anni ’60 con le missioni Apollo, o dell’inizio degli anni ’80 che accompagnò le prime missioni Space Shuttle.
Le missioni spaziali non si sono mai interrotte, continuando principalmente con la stazione spaziale ISS, e ultimamente con le iniziative private Blue Origin di Bezos, Virgin Galactic di Richard Branson e lo SpaceX di Elon Musk’s che hanno dato nuovo impulso alla corsa allo spazio nella sua forma più classica e avvincente: la colonizzazione di nuovi pianeti.
Il Giappone è saltato a piè pari dentro questo scenario tramite l’Università di Kyoto, che nell’Ottobre 2020 ha presentato l’HSC, ovvero allo Human Spaceology Centre, progetto effettivamente partito a Giugno di quest’anno con l’ambizioso scopo di contribuire non soltanto ad un ritorno dell’uomo nello spazio, ma addirittura di permettere allo stesso di vivere lì.
L’HSC intende avviare collaborazioni con imprese private interessate o orientate alla ricerca riguardante la possibilità di vita dell’uomo nello spazio, per realizzare habitat adatti alla vita su altri corpi celesti, in primis Marte e la Luna. Ed è sul pianeta rosso che si concentrano le attenzioni dell’HSC in quanto, nonostante la distanza molto maggiore dalla Terra rispetto alla Luna, offrirebbe secondo gli scienziati dell’organizzazione nipponica, migliori premesse per arrivare in tempi ragionevolmente brevi alla colonizzazione del pianeta.
Una delle ragioni di tale scelta riguarda la forza di gravità, che mentre sulla Luna è solo un sesto di quella terrestre, su Marte sale ad un terzo rendendo più facile l’integrazione della gravità naturale con la gravità artificiale, la quale rappresenta attualmente uno dei pilastri su cui si basa lo sviluppo di colonizzazione di altri pianteti dell’HSC.
La gravità ridotta, infatti, nonostante presenti alcuni vantaggi tecnici come la possibilità di spostare grandi carichi senza sforzo e di realizzare strutture più grandi a parità di massa, è anche un freno alla possibilità di vivere per lunghi periodi esposti ad essa. Se infatti regala al principio sensazioni generalmente piacevoli, ha un effetto estremamente deleterio sul corpo umano, riducendo la tonicità dei muscoli e la massa delle ossa, aumentandone la fragilità.
L’HSC, senza farsi illusioni e restando con i piedi ben saldi a terra, nonostante la propria indole orientata allo spazio, dimostra comunque di avere le idee molto chiare. È stato infatti recentemente presentato un video in 3D in computer grafica che illustra come potrebbe essere la struttura di una colonia sul pianeta rosso, con gigantesche strutture erette nel deserto marziano con all’interno delle colture e una fitta vegetazione con corsi d’acqua e laghetti.
Il progetto vede la collaborazione di personaggi di spicco della cosmologia giapponese e internazionale, annoverando tra le proprie file anche scienziati con esperienze in NASA ed ex astronauti nipponici. (METEOGIORNALE.IT)
