Raro buco dell'OZONO sull'Artico: potrebbe essere record

Raro buco dell'OZONO sull'Artico: potrebbe essere record

Si tratta di un evento insolito, ma come mai?

Abbiamo già parlato dell’ozono in altre occasioni. Ozono che come saprete compone uno strato protettivo atmosferico tra 20 e 30 km di altitudine che ci protegge dalle pericolose radiazioni ultraviolette (UV). Quando abbiamo a che fare con un buco dell’ozono lo strato protettivo sparisce, il che può causare problemi agli organismi viventi a causa della radiazione UV.

È noto che questo tipo di radiazioni causano il cancro della pelle (ovviamente per esposizioni eccessive). Ricorderete che alcuni decenni fa si sentì parlare spesso del buco dell’ozono, ma di quello dell’Antartide. Qui si sta parlando di un evento insolito, addirittura raro: un buco dell’ozono sull’Artide.

Guardando l’andamento stagionale dell’ozono solitamente si verificano dei minimi a fine novembre e nel mese gennaio. E’ accaduto quest’anno, ad esempio, ma si è trattato di eventi di breve durata che tendono a verificarsi ogni anno durante la stagione fredda. Ciò che ha veramente destato l’attenzione degli esperti è stata la riduzione complessiva dell’ozono all’inizio di marzo, quando i valori dovrebbero effettivamente iniziare a salire. E’ subentrato un processo di distruzione, un processo che necessita di particolari condizioni.

Il buco dell’ozono dell’Antartide si forma a causa di un processo chimico che include aria molto fredda (inferiore a -78°C), la luce solare ed è alimentato dalle emissioni di cloro-fluorocarburo (CFC) e idro-fluorocarburo (HFC). L’aria gelida consente la formazione delle cosiddette nuvole stratosferiche, quindi la luce solare reagisce con queste nubi avviando un processo fotochimico che distrugge l’ozono. Sul Polo Nord difficilmente avviene tutto ciò, ma quest’anno un Vortice Polare indemoniato ha fatto sì che le temperature stratosferiche raggiungessero livelli tali da innescare il fenomeno.

Gli studiosi hanno raffrontato i dati del 14 marzo 2020 con quelli del 2011 e del 1997 (quando si verificò un episodio simile). Ma il 1997 e il 2011 non sono minimamente paragonabili a quanto sta accadendo quest’anno, il ché porta gli esperti a ritenere che l’attuale buco dell’ozono sarà record e potrebbe rimanere al primo posto per decenni. Va però ricordato che anche nel 2011 si pensava la stessa cosa e invece 9 anni dopo eccoci qui a discutere di un evento record.

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