Chi è il criminale?
In Italia, in questi ultimi anni abbiamo vissuto molti eventi meteo estremi , e specialmente dopo ciascun evento alluvionale si tenta di trovare l’espiatore della colpa , l’oscuro criminale delle vittime causate dal maltempo.
Un po’ in tutto il Mondo il maltempo estremo viene considerato una condizione atmosferica di tempo severo, che quando avviene si reagisce accettandone le conseguenze, altresì, laddove esistano delle lacune nella prevenzione la si migliora.
In Italia si sono fatti enormi progressi in ambito di prevenzione, ma nell’aspetto pratico sembrerebbero essere stati poco efficaci.
Siamo stati poco attenti al rispetto della natura , e scopriamo ogni volta che succede un’alluvione che il canale o torrente esondato non era stato bonificato dopo la precedente piena, o che c’erano case, se non strade, fin nell’alveo del corso d’acqua, che questo o quel torrente era stato deviato, oppure sepolto dal cemento.
Il problema viene da lontano nel tempo , ed interessa qualsiasi opera edilizia minore o di grande scala che influenzi l’idrografia.
Andrebbe considerata sempre l’idrografia, non solo dei corsi d’acqua perenni, ma anche quella dei rigagnoli che si formano dopo un forte temporale, e che a seguito di piogge torrenziali veicolano enormi quantità d’acqua limacciosa.
Si calcola che una percentuale altissima delle strutture edilizie e, molte di comunicazione, in Italia siano vulnerabili. Di certo non si può buttar giù tutto, magari si potrà intervenire con micro programmi di risanamento. E sopratutto necessaria una seria prevenzione meteorologica. La meteorologia è una scienza di primaria importanza. E’ uno degli elementi che sono alla base della prevenzione delle alluvioni.
Ma un bollettino meteo da solo non è sufficiente per fare prevenzione. Le Istituzioni dovrebbero istruire il cittadino ed avviare una cultura di prevenzione. E’ troppo comodo lanciare accuse e poi non fare nulla, servirebbe investire perché ogni individuo possa da solo adottare una valida prevenzione in caso di eventi meteo estremi.
Nel novembre 2013 Olbia e mezza Sardegna furono interessate da un’alluvione. Un evento meteo estremo di ampia portata, che ha toccato aree già investite nell’ultimo decennio da altre alluvioni, ma questa è stata quella di maggiore entità. Se il cittadino disponesse di schemi comportamentali da adottare durante eventi meteo estremi, ci sarebbero stati molti meno morti e feriti.
E’ necessario investire in radar meteorologici , in strumenti di rilevamento della pioggia (pluviometri) per creare simulazioni in tempo reale degli effetti delle piogge più intense . Di ciò in alcune aree a rischio qualcosa si è fatto, ma la disponibilità delle informazioni non è trasparente.
Ci sono le condizioni scientifiche e tecnologiche per realizzare dei sistemi di prevenzione all’avanguardia , ma mancano i danari, anche se poi questi vengono deliberati per riparare al danno avvenuto con importi anche 10 volte superiori.
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