Transizione verso alternative vegetali per migliorare il clima e la biodiversità
Impatto della sostituzione di carne e latte con alternative vegetali
Uno studio di ricerca suggerisce che la transizione da prodotti a base di carne e latte a alternative vegetali può migliorare significativamente gli esiti climatici e della biodiversità. La riforestazione di terreni precedentemente utilizzati per l’allevamento può amplificare questi benefici.
Sostituendo il 50% dei prodotti a base di carne e latte con alternative vegetali entro il 2050, si può ridurre del 31% le emissioni di gas serra (GHG) legate all’agricoltura e all’uso del suolo e arrestare la degradazione delle foreste e delle terre naturali, secondo una nuova ricerca.
Dettagli dello studio
Lo studio, pubblicato oggi (12 settembre) sulla rivista Nature Communications, suggerisce che ulteriori benefici per il clima e la biodiversità potrebbero derivare dalla riforestazione di terreni risparmiati dalla produzione di bestiame quando i prodotti a base di carne e latte vengono sostituiti da alternative vegetali, più che raddoppiando i benefici climatici e dimezzando i futuri declini dell’integrità dell’ecosistema entro il 2050. L’area restaurata potrebbe contribuire fino al 25% delle stimate necessità globali di restauro del suolo sotto l’Obiettivo 2 del Kunming Montreal Global Biodiversity Framework entro il 2030.
Metodologia e collaborazioni
Lo studio è il primo a esaminare la sicurezza alimentare globale e gli impatti ambientali del consumo di carne e latte vegetali su larga scala che considera la complessità dei sistemi alimentari. La ricerca è stata condotta in modo indipendente dall’IIASA in collaborazione con l’Alleanza di Bioversity e CIAT, così come USAID, e ha richiesto il contributo di Impossible Foods – una società che sviluppa sostituti vegetali per i prodotti a base di carne – come potenziale utilizzatore dei dati per garantirne la rilevanza. L’azienda ha anche fornito ricette generiche per i prodotti sostitutivi della carne vegetale utilizzati nell’analisi. I dati, tuttavia, non sono specifici per Impossible Foods e il team scientifico ha avuto il pieno controllo sul processo decisionale.
Implicazioni e sfide regionali
Lo studio sottolinea che gli impatti tra le regioni potrebbero differire a causa delle differenze nelle dimensioni della popolazione e nelle diete, nella produttività agricola diseguale e nella partecipazione al commercio internazionale di prodotti agricoli. I principali impatti sull’uso degli input agricoli si riscontrano in Cina e sugli esiti ambientali in Africa subsahariana e Sud America. Queste differenze regionali potrebbero anche essere utilizzate per progettare interventi migliori.
Scenari e risultati
Gli autori hanno sviluppato scenari di cambiamenti alimentari basati su ricette vegetali per carne di manzo, maiale, pollo e latte. Le ricette sono state progettate per essere nutrizionalmente equivalenti ai prodotti proteici originali derivati dagli animali e realistiche per le capacità di produzione alimentare esistenti e gli ingredienti di produzione disponibili a livello globale.
Afforestazione e biodiversità
Il pieno beneficio ambientale dei cambiamenti alimentari può essere raggiunto se il terreno agricolo risparmiato dalla produzione di bestiame e mangimi viene restaurato attraverso l’afforestazione attenta alla biodiversità. Nello scenario del 50%, i benefici derivanti dalla riduzione delle emissioni legate all’uso del suolo potrebbero raddoppiare rispetto a uno scenario senza afforestazione – una riduzione totale di 6,3 Gt CO2eq anno-1. Al 90% di sostituzione, la riduzione di tutte le emissioni agricole e legate all’uso del suolo aumenterebbe a 11,1 Gt CO2eq anno-1 nel 2050.
Sfide e implicazioni
Mentre i risultati sostengono l’uso crescente di sostituti della carne a base vegetale, gli autori riconoscono che il bestiame è una preziosa fonte di reddito e nutrimento per i piccoli agricoltori nei paesi a basso e medio reddito, e ha ruoli culturali significativi, riduce il rischio e diversifica il reddito dei piccoli agricoltori. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico minaccia i mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori. Un’azione politica e di gestione rapida per evitare il rischio ambientale e sostenere gli agricoltori e altri attori della filiera del bestiame per una transizione del sistema alimentare socialmente giusta e sostenibile sarà quindi fondamentale. Questo è particolarmente importante considerando i recenti ostacoli al raggiungimento della sicurezza alimentare a livello globale.