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L’Italia, negli ultimi giorni, è stata bersagliata da un fenomeno pericoloso e preoccupante: la grandine!

Questo fenomeno ha interessato numerose zone del Nord Italia, parzialmente anche del Centro, ma quelle più devastanti, in grado di causare gravissimi danni, si sono abbattute in Emilia, Piemonte, Lombardia.

Chicchi del diametro di 6-8 cm sono in grado di distruggere intere coltivazioni oppure autoveicoli di guidatori che finiscono nell’area interessata dal fenomeno.

 

La grandine è un fenomeno meteorologico che si sviluppa in condizioni atmosferiche molto specifiche. Ecco come avviene:

  • Innesco: Tutto inizia con l’evaporazione dell’acqua sulla superficie terrestre, che crea umidità nell’atmosfera. Questa umidità sale fino a raggiungere le nubi a causa dell’aria calda che sale o dei venti.
  • Formazione di Nubi: L’umidità raffreddata si trasforma in minuscole goccioline d’acqua, formando le nubi. Le nubi che sono in grado di produrre grandine sono chiamate nubi cumulonembo o nubi temporalesche, che sono molto alte e spesse.
  • Crescita della Grandine: All’interno di queste nubi, ci sono correnti d’aria ascendenti e discendenti. Quando una gocciolina d’acqua viene catturata in una corrente ascendente, viene trasportata verso l’alto, in zone della nube dove la temperatura è sotto lo zero. Qui, la gocciolina si congela, formando un piccolo nucleo di grandine.
  • Questo nucleo può poi cadere, venendo catturato da una corrente discendente, ma se viene nuovamente catturato da una corrente ascendente, ritorna in alto, dove acquisisce un ulteriore strato di acqua che si congela attorno al nucleo. Questo processo può ripetersi molte volte, con il chicco di grandine che cresce ad ogni ciclo.
  • Caduta della Grandine: Infine, quando il chicco di grandine diventa troppo pesante per essere sostenuto dalle correnti d’aria all’interno della nube, cade verso il suolo.

Questo processo richiede condizioni molto specifiche.

Se l’aria all’interno della nube non è abbastanza fredda, o se le correnti d’aria non sono abbastanza forti, allora si formeranno pioggia o neve invece di grandine.

 

Negli ultimi giorni si sono verificate le condizioni maggiormente favorevoli alla formazione dei chicchi di grandine, ovverosia un contrasto tra aria umida e piuttosto calda presente sul Nord Italia in particolare, e masse d’aria più fresca atlantiche in arrivo dalla Francia e dall’Europa centrale.

Le masse più fredde in quota tendono a scendere verso il basso, scalzando l’aria calda presente al suolo, che, salendo rapidamente, innesca quei fenomeni di correnti aeree verticali che favoriscono la formazione di temporali e di chicchi di grandine anche di notevoli dimensioni.

 

Nei prossimi giorni c’è il rischio che questo contrasto tra masse d’aria si acuisca ulteriormente, anche se in prevalenza sul Nord Italia e sui rilievi montuosi in particolare.

Questo a causa della rimonta dell’Anticiclone Africano sul Centro Sud, in grado di apportare aria molto calda, e le infiltrazioni di aria fredda atlantica apportate sull’Arco Alpino da una zona di bassa pressione presente sulle Isole Britanniche.

Questi temporali potranno anche interessare le pianure del Nord, a seconda della loro traiettoria ed intensità.

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