Meteo anomalo: l'Atlantico Settentrionale in subbuglio
La seconda parte delle spiegazioni per il caldo record del Nord Atlantico
Nonostante l’adozione di carburanti da navigazione più puliti nel 2020 abbia globalmente ridotto la presenza di particelle atmosferiche, queste continue alterazioni del clima non possono essere pienamente spiegate da questa sola variabile.
Infatti, le implicazioni di tali cambiamenti si riflettono soprattutto nel comportamento delle nuvole e nel loro effetto raffreddante.
Le particelle di solfato, comunemente presenti in atmosfera, svolgono un ruolo importante nel raffreddamento globale poiché riflettono la radiazione solare.
Tuttavia, l’aria più pulita, ottenuta attraverso l’utilizzo di carburanti da navigazione meno inquinanti, comporta una minore riflessione della radiazione solare e, di conseguenza, un aumento del riscaldamento della superficie.
Questa dinamica porta a effetti collaterali come l’oscuramento delle nuvole subtropicali e una diminuzione della loro riflettività, fenomeni che intensificano il processo di riscaldamento oceanico, soprattutto nell’emisfero settentrionale.
Anche le tempeste di polvere africane contribuiscono al raffreddamento globale riflettendo la radiazione solare. Tuttavia, in questo periodo, le tempeste si sono dimostrate insolitamente deboli, contribuendo così all’incremento della temperatura della superficie dell’Atlantico settentrionale.
Un altro fattore da considerare è l’eruzione del vulcano Hunga-Tonga nel 2022.
Generalmente, le eruzioni vulcaniche producono un effetto di raffreddamento, emettendo particelle di solfato in atmosfera che riflettono la luce solare.
Tuttavia, l’eruzione di Hunga-Tonga ha rilasciato una quantità limitata di biossido di zolfo (che si trasforma in particelle di solfato), causando un ridotto raffreddamento della superficie terrestre.
L’impatto climatico predominante di questa eruzione è dovuto alla massiccia quantità di vapore acqueo espulso nella stratosfera.
Questo evento ha portato ad un aumento del contenuto d’acqua stratosferica stimato tra il 10 e il 15%, e si prevede che nei prossimi cinque anni provocherà un riscaldamento globale di 0,034°C. Pertanto, si assiste per la prima volta a un aumento della temperatura globale dovuto a un’eruzione vulcanica, piuttosto che a una sua diminuzione.
In conclusione, l’incremento delle temperature nell’Atlantico settentrionale, che ha portato anche a un record nell’aumento delle temperature marine globali, può essere attribuito a questa combinazione di cause, ognuna delle quali ha avuto un ruolo determinante.
