Ormai è assodato che il ponte del 25 Aprile non sarà caratterizzato da meteo particolarmente favorevole. C’è curiosità sul successivo ponte festivo, quello che cadrà lunedì 1° Maggio. Naturalmente la distanza temporale è ancora ampia e quindi la previsione meteo è chiaramente incerta, da confermare.

Le ultime proiezioni hanno infatti cambiato non poco lo scenario. L’anticiclone africano di fine Aprile sembrava poterci accompagnare sino ai primi di Maggio portando il primo anticipo di caldo precoce quasi estivo. Quest’ipotesi sembra però destinata a naufragare.
L’anticiclone africano stenterà a conquistare appieno l’Italia, con il grosso della bolla d’aria calda subtropicale che rimarrà relegata tra Spagna, Francia Meridionale e Baleari. L’Italia si troverà lungo il bordo orientale del promontorio anticiclonico.
Ad inizio Maggio, proprio per la Festa del Lavoro, il cupolone anticiclonico potrebbe arretrare di poco. Se l’evoluzione fosse questa, l’Italia si troverebbe nel mezzo fra l’influenza dell’anticiclone africano e l’incursione di un modesto impulso d’aria fresca ed instabile in discesa dal Nord Europa.
Italia in bilico fra l’anticiclone e i temporali
Non è possibile certo stilare per ora previsioni troppo dettagliate, ma con questo cambio di previsione appare smentito o poco probabile il dominio incontrastato dell’anticiclone. C’è quindi la possibilità che anche il Ponte del Primo Maggio possa essere condizionato da un’atmosfera instabile e quindi da temporali.
Quest’instabilità potrebbe coinvolgere con più probabilità nelle ore più calde le aree montuose, ma anche i settori orientali della Penisola. Il Nord-Ovest, la Sardegna e le aree tirreniche potrebbero godere di bel tempo e temperature abbastanza elevate.
In generale, dando credito alle proiezioni sul lunghissimo termine, tutta la prima parte di Maggio potrebbe vedere una sorta di altalena, comunque tipica del periodo. L’Italia potrebbe risentire di altre veloci discese di correnti fresche ed instabili, alternate a fiammate calde anticicloniche.
Maggio è anche il periodo di contrasti termici sempre più esplosivi, con l’accumulo di calore nei bassi strati che aumenterà il rischio di violenti temporali, per quanto localizzati. Ci sarà quindi il rischio dei primi eventi meteo estremi tipici del periodo più caldo.