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Il sistema di classificazione dei climi di Köppen ha suscitato, nel tempo, diverse perplessità e lo stesso Köppen vi ha rimesso mano pubblicandone varie versioni. Le critiche maggiori riguardano l’estrema varietà contenuta nei climi di gruppo C, che sono quelli temperati caldi che interessano quasi tutta Italia. Tra questi climi sono compresi tutti quelli che hanno una temperatura media del mese più freddo compresa tra -3°C e +18°C, eccetto quelli sotto il limite di aridità che rientrano tra i climi aridi di gruppo B.

Il geografo americano Glenn Thomas Trewartha, nel 1966, ha proposto una revisione della classificazione climatica di Köppen suddividendo il gruppo C in due, introducendo il concetto di clima subtropicale, cioè quel clima in cui per almeno 8 mesi l’anno la temperatura media è maggiore di +10°C. Questa ulteriore distinzione consente di classificare in modo diverso il clima di Torino da quello di Firenze, o quello di Ancona e Pescara da quello di Urbino e Campobasso, che per Köppen appartengono tutti al gruppo Cfa.

Rimane il problema che alcuni climi, mediamente secchi ma non ancora aridi, non riescono a rientrare nei parametri del clima mediterraneo perché manca il rapporto di 3 a 1 tra mese più piovoso invernale e più secco estivo, pur in presenza di un’estate secca.

In questa situazione si trovano varie aree della Puglia occidentale, borderline tra il clima mediterraneo (Csa), quello semi-arido (BSk) e quello temperato caldo senza stagione secca (Cfa), che in questo caso potrebbe cambiare il nome in “con stagione umida poco pronunciata”, visti i modesti valori di precipitazione annua.

Foggia: clima Cfa (limite con BSk)

Secondo i dati del trentennio 1981-2010, il clima di Foggia rientra all’interno del gruppo Cfa (temperato con estate calda, in teoria senza stagione secca). Non appartiene, di rigore, al clima mediterraneo in quanto manca un pronunciato massimo invernale di precipitazioni; mentre si trova al limite del clima BSk, cioè arido della steppa, o semi-arido.

Anche secondo l’indice di De Martonne, con un valore pari a 18, il clima di Foggia si conferma al limite per poter essere definito semi-arido (con valori dell’indice compresi tra 10 e 20).

Un’ulteriore diminuzione delle precipitazioni nel prossimo futuro potrebbe traghettarlo tra i climi aridi; mentre una diminuzione delle precipitazioni solo in estate potrebbe farlo rientrare nei parametri del clima mediterraneo. Considerata l’importanza per l’agricoltura della zona del Tavoliere, sarebbe preferibile che ciò non avvenisse.

 

Bari e la costa nord-occidentale: clima tra Csa e Cfa

La mancanza di precipitazioni invernali sufficientemente cospicue fa oscillare il clima di Bari tra il tipo Csa e quello Cfa. Secondo i dati del trentennio 1991-2020, una diminuzione delle precipitazioni nel mese di agosto rispetto ai trentenni precedenti consente al clima di Bari di rientrare nei parametri del clima mediterraneo di tipo Csa. Nei trentenni precedenti, invece, il rapporto di 3 a 1 tra mese invernale più piovoso ed estivo più secco non era soddisfatto.

Va sottolineato il fatto che negli anni recenti questo rapporto è stato soddisfatto grazie alla diminuzione di piogge in estate, non all’aumento di piogge invernali, un cambiamento che non va visto in ottica positiva.

Tutta la costa nord-occidentale della Puglia presenta le stesse caratteristiche di Bari, trovandosi al limite tra i tipi di clima Csa e Cfa, mentre tra Tavoliere e Murge emerge, qua e là, il clima di tipo BSk.

 

Gioia del Colle: clima tra Csa e Cfa

Le considerazioni fatte per Bari valgono anche per Gioia del Colle: a seconda dei trentenni di riferimento presi in esame, il clima oscilla tra la categoria Cfa e quella Csa. Il discrimine è sempre quello del rapporto di 3 a 1 tra mese più piovoso invernale e più secco estivo, a volte soddisfatto, a volte no. Anche per Gioia del Colle questo rapporto tende a essere soddisfatto più facilmente nei trentenni più recenti.

 

Monte Sant’Angelo: Cfa (era Cfb)

Ai circa 850 metri di quota del Monte Sant’Angelo, nel promontorio del Gargano, si possono apprezzare meglio i cambiamenti climatici avvenuti in estate, che hanno permesso a partire dal trentennio 1981-2010 di passare dal clima di tipo Cfb (estate fresca) a quello di tipo Cfa (estate calda, temperatura del mese più caldo di almeno +22°C). Anche a Monte Sant’Angelo si avverte la tendenza a una minore piovosità estiva negli ultimi decenni e la possibilità di una transizione verso il clima mediterraneo.

 

Brindisi, Lecce e il Salento: clima Csa

In tutto il Salento assistiamo, rispetto alla zona del Tavoliere, delle Murge baresi e della costa occidentale, a un aumento delle precipitazioni annuali e una diminuzione di quelle estive, che si traduce in un aumento netto di quelle invernali. Per questi motivi, tutta la zona del Salento, fino a Otranto, è pienamenhte inclusa nel tipo climatico Csa (mediterraneo) e non si registrano variazioni nel corso degli ultimi trentenni per nessuna località analizzata.

 

Taranto e la costa ionica: clima da Csa a BSk

Procedendo da oriente verso occidente, il clima della costa ionica e del suo immediato entroterra tende a divenire via via più arido. Gallipoli e Taranto sono comprese ancora nel tipo di clima mediterraneo (Csa), mentre Marina di Ginosa, vicino al confine con la Basilicata, presente già caratteristiche da clima semi-arido di tipo BSk, con un valore dell’indice di aridità di De Martonne pari a 16. Da segnalare, anche, negli ultimi decenni, un’ulteriore diminuzione delle precipitazioni annue, nell’ordine di circa il 7%, che hanno rafforzato l’inclusione del clima di Marina di Ginosa tra quelli semi-aridi e che rischiano di farvi finire anche Taranto.

Riassumendo, per la Puglia abbiamo notato la tendenza, come nel resto d’Italia, a un aumento delle temperature, in particolare estive, che hanno consentito alle località regionali poste ad altitudine maggiore, come Monte Sant’Angelo, di passare dal clima temperato caldo con estate fresca (Cfb) a quello con estate calda (Cfa); una tendenza a una leggera diminuzione delle precipitazioni, che in alcune zone hanno significato il passaggio o il rischio di passaggio dal clima temperato caldo a quello mediterraneo (da Cfa a Csa); in altre da quello mediterraneo a quello semi-arido (da Csa a BSk).

Campania, Basilicata e Calabria saranno le nostre prossime tappe.

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