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Sulla base dei dati che abbiamo analizzato dell’ultimo aggiornamento delle previsioni del Centro Meteo Europeo, rileviamo numerosi spunti di analisi e riflessione.

 

Innanzitutto, l’aspetto che per molti diventa fastidioso è il caldo. Ma nel settore adriatico e ionico le temperature sono perfettamente nella norma di quei valori che ci dovrebbero essere in questo periodo dell’anno.

 

Differente è la situazione nell’Italia occidentale e gran parte del Nord, dove le temperature persistono sopra la media, questo sia per i valori minimi che quelli massimi. Inoltre, a partire da mercoledì si avrà un aumento della temperatura che si espanderà verso est, che sarà molto rilevante nelle regioni del Nord Italia e quelle occidentali. Si percepirà meno nel Basso Tirreno, mentre tutto sommato non sarà da record in Sardegna, anche se i valori comunque saliranno parecchio rispetto a quelli dei giorni precedenti.

 

Ormai, ci siamo abituati ad avere temperature elevate, e anche quelle che in teoria dovrebbero essere eccezionali, sembrano quasi consuete. Per dire, prospettando una previsione per alcune località di 35 °C in Valpadana, viene considerato un valore normale da tanti ormai. Eppure, supera abitualmente i 5 °C quelli medi del periodo, quindi è un’anomalia climatica.

 

Anche quando si parla di previsioni di 40 °C per alcune località delle zone interne delle regioni meridionali, di Sardegna e Sicilia, ormai si è abituati, ed ecco che appaiono normali a tanti, eppure non lo sono proprio.

 

Ci siamo abituati al gran caldo, però, quello che si espanderà dalla Penisola Iberica verso la Francia e l’Europa centrale, e che poi su gran parte del Nord Italia, potrebbe essere di rilevanza storica. Non sappiamo se ci saranno dei record di temperatura, però le prospettive sono quelle di avere un’ondata di caldo probabilmente di forte intensità della durata forse di almeno dieci giorni.

 

Abbiamo osservato le proiezioni che vanno più avanti nel tempo, al fine di individuare possibili scenari con prospettive di caldo decisamente più sopportabile, quantomeno con temperature nella media.

 

Ebbene, questa possibilità sembra essere uno scenario distante dei giorni d’oggi, le proiezioni del Centro Meteo Europeo che si allungano fino a 46 giorni di validità, intravedono un calo della temperatura verso valori decenti, forse con inizio di Agosto, in coincidenza di novità, che è quella proposta già qualche giorno fa, che dava la possibilità del ritorno delle piogge.

 

Piogge che potrebbero tornare soprattutto nelle regioni alpine e prealpine, le aree appenniniche e quelle adriatiche. Per estendersi anche su gran parte del Nord Italia, comprese le pianure.

 

Tale prospettiva darebbe una spinta alla riduzione della situazione di siccità. Ma nel dapprima, le temperature eccessivamente elevate rappresenteranno un grosso problema per le colture, oltre che la diminuzione della disponibilità di acqua in parecchie aree densamente abitate d’Italia.

 

Tuttavia, in questa situazione piuttosto grave, la parola fine, più che altro ora come ora è importante darla e conoscerla. L’Italia non è un paese privo di risorse idriche, i cambiamenti climatici che tutti osserviamo non sono così drammatici da causare una siccità infinita e temperature caldissime sino settembre.

 

In Oceano Atlantico tra una decina di giorni inizierà ad essere vigoroso il ciclone Islanda, che in una prima fase sarà responsabile di un richiamo d’aria calda dall’Africa verso l’Italia, ma tuttavia inizierà ad erodere gli anticicloni che stanno causando questo gran caldo estivo. Infatti, già dalla Francia e dalla Spagna si intravede un cambiamento dopo la forte ondata di calore.

 

Si parla di quest’estate che rischia di essere peggiore rispetto al 2003. Ma un bilancio esatto si potrà fare solo esclusivamente alla conclusione della stagione, e con i dati rilevati. Al momento possiamo solo tracciare delle ipotesi e delle sensazioni che si basano su quanto è avvenuto e ciò che succederà.

 

Non intendiamo sottovalutare quando i modelli matematici a così lungo termine siano soggetti anche cambiamenti di rotta, però per certi versi, ed in alcuni contesti, lo sono anche quelli a più breve scadenza. Però, i modelli matematici oltre i 5 giorni di validità, compresi quelli stagionali, vanno intesi come linee di tendenza meteo climatiche.

 

Altresì vogliamo rassicurare il lettore, sul fatto che le ondate di calore previste potrebbero essere ridimensionate, che si parla oltre i 5 giorni di tendenze meteo climatiche.

 

Inoltre, anche la siccità estrema che attualmente interessa gran parte d’Italia potrebbe finire ben prima di quanto visto dai modelli matematici a lungo termine.

 

Come detto prima, il clima dell’Italia non può essere cambiate a tal punto da originare eventi catastrofici interminabili. Lo sblocco di questa anomalia potrebbe avvenire ben prima di quanto visto dalle prospettive meteo climatiche.

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