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Sta per iniziare una stagione piuttosto delicata per quanto riguarda il mar Mediterraneo. Il Tirreno e lo Ionio (i mari più “pericolosi”, in quando molto profondi) presentano infatti temperature superficiali superiori alla media stagionale di quasi 3°C. Se da un lato può sembrare poco, da quell’altro non lo è perché si tratta di un enorme serbatoio di energia termica e umidità. L’arrivo delle prime saccature di aria più fresca in quota potrebbe acuire, e non di poco, i contrasti atmosferici e fare da trigger per la nascita di temporali localmente persino molto intensi, soprattutto lungo i settori costieri del Centro-Sud.

Si chiamano condizioni predisponenti

Durante i mesi estivi, il bacino del mediterraneo ha accumulato una notevole quantità di calore. Già di per sé è un mare chiuso e quindi si scalda di più rispetto all’oceano, ma dopo la tremenda estate 2026 le anomalie sono a dir poco aberranti. Il mare, grazie alla sua forte inerzia termica, tende a mantenere il calore accumulato a lungo, anche quando le temperature atmosferiche calano vistosamente.

È proprio in questo periodo che c’è la la più intensa differenza tra un clima continentale e uno costiero. La terraferma si raffredda molto durante le notti lunghe, invece le coste rimangono decisamente miti e spesso e volentieri molto umide. Di conseguenza, la superficie marina continua a trasferire verso l’atmosfera enormi quantità di vapore e ovviamente di energia termica, pronta a esplodere quando le condizioni meteo lo soddisfano.

Che cosa potremmo rischiare

Dovremo sicuramente prestare attenzione quando l’atmosfera diventerà instabile con l’arrivo di correnti più fresche di origine atlantica o nord-europea, tipiche dei prossimi 3-4 mesi. A breve potremmo avere un assaggio, tra mercoledì e sabato. L’aria fredda in quota, scorrendo sopra un ambiente marittimo ancora caldo e umido, determina un forte contrasto termico verticale, che alla base per la nascita e l’intensificazione dei cosiddetti fenomeni convettivi.

Se a questa situazione si aggiungono convergenze dei venti nei bassi strati e condizioni particolarmente scatenanti lungo le coste, possono svilupparsi sistemi temporaleschi autorigeneranti, capaci di insistere per diverse ore sulla stessa area. È un rischio che c’è da sempre, si badi bene. Non è che è nato negli ultimi anni, ma il riscaldamento globale amplifica i fenomeni meteo estremi che già c’erano un tempo.

Anomalie medie superficiali del Mediterraneo secondo SOCIB; si notano chiaramente anomalie rosso fuoco

Quali sono le zone più a rischio?

Ovviamente quelle costiere. In linea generale, possiamo citare i settori tirrenici di Lazio, Campania e Calabria, dove i venti umidi di Scirocco e Libeccio possono essere costretti a risalire lungo i rilievi appenninici e costieri. Analoga attenzione riguarda lo Ionio e la Sicilia orientale, dove la presenza di un mare molto caldo, combinata con l’orografia siciliana orientale potrebbe essere la miccia per la formazione di eventuali sistemi di elevata severità.

Non dimentichiamoci poi il rischio delle mareggiate, che vengono a formarsi quando ci sono dei profondi minimi di bassa pressione. Oltretutto, la formazione dei cosiddetti cicloni mediterranei (Medicane) viene enfatizzata in un ambiente termodinamico più estremo come quello di queste settimane. Ovviamente, stiamo facendo solo una delucidazione e non una vera e propria previsione meteo. Nessuno sta dicendo che si creeranno sicuramente dei cicloni, ma il rischio di avere una fenomenologia più violenta della media è sicuramente plausibile.

Concludiamo dicendo che…

Un Mediterraneo abnormemente caldo costituisce una chiara ed enorme fonte di energia. L’arrivo di aria più fresca potrebbe trasformare questo potenziale in fenomeni temporaleschi di forte intensità, soprattutto lungo le coste liguri e del Centro-Sud. È chiaro che queste sono eventualità e non previsioni meteo, quelle servono a indicare il tempo nei successivi pochi giorni, in questo articolo invece abbiamo analizzato dei rischi con cui potremmo convivere a causa di un Mar Mediterraneo decisamente troppo caldo.

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