
In questi giorni, diciamocelo, siamo alle prese con una parentesi anticiclonica che porta meteo piuttosto anomalo, visto che stiamo registrando temperature più degne di fine maggio che dell’inizio di aprile. Quest’anomalia climatica, in effetti, ci ha fatto dimenticare in fretta che siamo ancora, tecnicamente, nel pieno della primavera. Sembra un lontano ricordo anche il lungo periodo di maltempo e freddo tardivo che ci siamo a lungo trascinati sino ai primi giorni del mese.
Aprile, però, possiede una natura intrinsecamente volubile, capricciosa, potremmo definirla quasi umorale; lo sappiamo bene. Questa fase quasi estiva, che molti stanno sfruttando per le prime uscite fuori porta e addirittura per le prime tintarelle, ha i giorni contati. La pausa dalla stabilità è ormai imminente, si avverte quasi nell’aria, una sorta di elettricità che precede il cambiamento. Presto le carte in tavola verranno completamente rimescolate.
Gettando uno sguardo alle proiezioni dei principali centri di calcolo meteo, emerge chiaramente l’immagine di un’Europa meteorologicamente spaccata in due. Il caldo infatti riguarda il nostro Paese e gran parte delle nazioni occidentali dove risulta ancora più anomalo. Questa fase ha le ore contate, visto che un profondo Vortice Ciclonico d’origine atlantica si sta già organizzando ridosso del comparto occidentale del continente.
Ritirata dell’anticiclone, primi cenni di peggioramento a fine weekend
La struttura depressionaria, sospinta da un flusso di correnti decisamente più fredde di estrazione polare, è pronta a dichiarare guerra all’Anticiclone che ci sta proteggendo. E, lo sappiamo, la battaglia sarà piuttosto cruenta dal punto di vista atmosferico. La stabilità che viviamo ora è un gigante dai piedi di argilla.
Già nel corso della giornata di Domenica 12, l’atmosfera inizierà a dare i primi segnali di un nervosismo crescente, come effetto dell’ingresso della parte avanzata di una perturbazione proveniente dalla Francia. La nuvolosità andrà aumentando, dapprima in modo innocuo, poi via via più consistente, a partire dalle regioni di Nordovest e sulla Sardegna. Si tratterà dell’avanguardia del fronte instabile legato alla depressione atlantica in avvicinamento dalla Francia. Ma non sarà l’unica minaccia.
Quasi contemporaneamente, un secondo insidioso Vortice risalirà dal Nord Africa, dal Marocco e dall’Algeria per la precisione. Questa doppia azione, una sorta di manovra a tenaglia, finirà per destabilizzare completamente il clima su tutta la nostra Penisola. Sarà l’inizio della prossima settimana, ovvero Lunedì 13, a segnare il vero punto di svolta. Possiamo scordarci il sole e il caldo e dovremo recuperare l’ombrello e abiti più pesanti.
Forte maltempo in avvio di settimana, con profondo vortice ad avvolgere l’Italia
La profonda circolazione ciclonica, ora ben strutturata e alimentata da contrasti di masse d’aria diverse, entrerà nel vivo sull’Italia. Ci attende una fase di maltempo diffuso, un guasto davvero incisivo che colpirà duramente molte regioni. I fenomeni saranno a tratti burrascosi. Non si tratterà della classica pioggerellina primaverile, ma di rovesci intensi, frequenti temporali e localmente anche grandinate, con un alto rischio di nubifragi, in particolare sui settori tirrenici, dalla Toscana fino alla Campania, e su gran parte del Nord, specialmente a ridosso dei rilievi.
Il vento sarà un altro grande protagonista di questa fase perturbata. La rotazione ciclonica attiverà intense correnti che spazzeranno l’Italia. Dapprima soffieranno venti forti di libeccio e scirocco, che causeranno mari molto mossi o localmente agitati, con possibili mareggiate sulle coste esposte. Con il passare delle ore, però, l’aria fredda di origine polare inizierà a dilagare sull’Italia, scalzando via la massa d’aria calda preesistente.
Questo massiccio ingresso del vortice depressionario provocherà, di conseguenza, un crollo termico repentino e vistoso. Le temperature precipiteranno, in meno di 24 ore, anche di 10-12°C, o forse più sulle zone collinari e montuose, riportandoci bruscamente in un clima pienamente autunnale, se non quasi invernale in alta quota. Sulle Alpi, la neve tornerà a scendere a quote piuttosto basse per il periodo, imbiancando le vette sopra i 1200, 1400 metri. Non è esclusa un po’ di neve anche sulle maggiori vette appenniniche.
Questo scenario di spiccata instabilità non si esaurirà rapidamente, in effetti. La profonda ferita nel tessuto anticiclonico faticherà a rimarginarsi. Anche nelle giornate di Martedì 14 e Mercoledì 15, l’Italia rimarrà ostaggio di questa circolazione depressionaria che, seppur in lento trasferimento verso est e sudest, continuerà a mantenere condizioni di maltempo, specialmente al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori.
Il Nord, pur vedendo un parziale miglioramento con ampie schiarite, rimarrà comunque esposto a correnti più fredde da nordest che manterranno le temperature piuttosto frizzanti, decisamente sotto le medie del periodo. Saranno giornate caratterizzate da una spiccata variabilità, con un’alternanza di sole, nuvole improvvise e nuovi rovesci, insomma, il classico tempo instabile e imprevedibile che spesso contraddistingue il mese di Aprile.
Sole e caldo pronti a tornare protagonisti negli ultimi giorni della prossima settimana
La sensazione di freddo sarà accentuata dalla ventilazione persistente. Ma quanto durerà questo sfacelo? C’è luce in fondo al tunnel? Le proiezioni a medio termine ci offrono uno spiraglio di ottimismo. Nel corso della seconda parte della prossima settimana, si intravede una possibile via d’uscita. A partire da Giovedì 16 o Venerdì 17, il Vortice depressionario, responsabile di tutto questo trambusto, tenderà a spostarsi con decisione verso i Balcani, allontanandosi progressivamente dall’Italia.
Questo movimento favorirà una graduale rimonta dell’alta pressione da ovest, che tornerà a espandersi verso il Mediterraneo centrale. Di conseguenza, assisteremo a un ritorno generale del bel tempo. Il sole tornerà a dominare la scena su gran parte della Penisola, dapprima al Nord e sulle regioni tirreniche, poi anche sul versante adriatico e al Sud, via via che le ultime note d’instabilità legate alla depressione balcanica andranno esaurendosi. Le temperature, dopo aver toccato il fondo all’inizio della settimana, inizieranno a risalire, riportandosi su valori decisamente più gradevoli, più consoni alla primavera, ma senza raggiungere gli eccessi quasi estivi di questi giorni.
La fase che ci aspetta sarà in qualche modo quella tipica della primavera, con la sua variabilità, i suoi sbalzi, le sue piogge e il suo sole, che riprenderà il suo corso naturale. Questa fase di maltempo, in fondo, potrebbe anche essere utile, per quanto le piogge siano risultate molto abbondanti in molte regioni nelle ultime settimane. L’Italia non soffre di particolari carenze idriche, ma d’altronde è ancora troppo presto per dover fronteggiare lunghe fasi secche anticicloniche, dal sapore estivo, già da aprile, Non ci resta che attendere e monitorare attentamente l’evoluzione meteo di un aprile inevitabilmente movimentato e godendoci, per ora, queste ultime ore di caldo.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo.